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LA PROTESTA

Palazzo Nuovo: non si fermano le proteste riguardo gli abusi in Ateneo

La prima assemblea dopo lo scoppio della bufera. Assente il rettore. Annunciata una mobilitazione nazionale per venerdi prossimo

Palazzo Nuovo: non si fermano le proteste riguardo gli abusi in Ateneo

la protesta degli studenti in rettorato

Palazzo Nuovo non si ferma. Striscioni e urla per protestare in merito alle vicende riguardo i presunti abusi da parte del professor Vercellone, il docente di filosofia accusato di aver molestato alcune studentesse. E questa mattina per la prima volta si sono riuniti gli studenti, in assemblea con i docenti del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione. Un’aula piena di gente, ma il rettore, Stefano Geuna, risulta assente.

«La nostra rabbia è una reazione non si può rimandabile rispetto a soprusi e violenze che viviamo nei nostri atenei tutti i giorni» si sfoga Giorgio, rappresentante di Cambiare Rotta, che ringrazia il Dipartimento per la disponibilità al confronto. «Ma bisogna sottolineare che senza le mobilitazioni e le assemblee di queste settimane non sarebbe accaduto».
E sono stati proprio i collettivi studenteschi a richiedere questa seduta: «L’istituzione che ci dovrebbe tutelare contribuisce a creare un clima di intimidazione e individualismo. Qui, in questo dipartimento un professore si è sentito libero di molestare studentesse e dottorande, è successo anche a medicina. Ogni giorno il corpo studentesco ha paura ad alzare la testa. Pretendiamo - è la richiesta - che il dipartimento si assuma una responsabilità politica, essere arrivati qui vuol dire anche aver fallito nel tutelarci”. Il rettore “che oggi non c’è - deve fare qualcosa, non solo dichiarazioni ai giornalisti. Per cambiare le cose serve una vera partecipazione attiva di tutti». Dopo l’assemblea un corteo spontaneo è partito alla volta del rettorato di via Po: qui con fumogeni e microfoni gli studenti hanno attaccato alcune lettere dirette al rettore. Venerdì prossimo il collettivo Cambiare Rotta annuncia una mobilitazione nazionale che coinvolgerà tutta Italia per denunciare un fenomeno che interessa tutto l’ambiente universitario.

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