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LA PRIMA PROVA

Le testimonianze degli studenti dopo una notte di ansia: "Temi più facili di quelli usciti l'anno scorso"

E domani di nuovo sui banchi per la seconda prova

Elena, Giada e Ileana

Elena, Giada e Ileana al termine della prima prova degli esami di maturità

E la prima prova è andata. Fuori dalle scuole i ragazzi e le ragazze che nella mattinata hanno affrontato il primo test scritto, quella di italiano, sono decisamente più rilassati. Abbiamo incontrato Miriam, che il giorno prima dell’esame era tesissima. «È andata bene. Sto molto meglio», sorride, anche con i suoi grandi occhi chiari. Ed è decisamente più loquace del giorno precedente: «Un gran respiro di sollievo. Le tracce non erano male, meglio di quelle dello scorso anno secondo me. Io ho scelto la traccia che parlava del silenzio, tratta da un testo di Nicoletta Polla Mattiot: io vorrei fare comunicazione dopo il diploma, quindi andava a pennello. Mi piaceva, raccontava del silenzio come un punto di vista nell’ambito del dialogo», spiega a ruota libera la studentessa. Lo stesso tema l’ha scelto Elena: «Sono riuscita a metterci del personale: sono felice di com’è andata». Vicino a Elena c’è Ileana, lei ha deciso di esplorare il mondo dei social network, con tutti i problemi che possono causare. «Ad esempio, non è più possibile avere una personalità propria, i social vogliono standardizzarci tutti».

Andrea e Federica

Andrea e Federica

Giada ha deciso per la Montalcini, il suo tema parlava delle grandi menti e delle loro caratteristiche imperfette. E poi c’è Federica, studentessa di lingue al Santorre di Santarosa, che aspetta il suo fidanzato seduta sul muretto fuori dalla scuola. Anche lui era al primo giorno di esami: «È stato bello prepararci insieme», racconta. Quando le si chiede cosa ha scelto per il suo tema, Federica espone un punto di vista raro da intercettare nelle ragazze cosi giovani. «Ho optato per la traccia di Levi Montalcini, “Elogio all’imperfezione”. Innanzitutto è quello che mi ha ispirata maggiormente, io volevo un tema dove mettere del personale. Sono una ballerina: penso l’imperfezione sia quella caratteristica che ci permette di andare avanti, mentre il mito della perfezione ci rende peggiori. L’imperfezione ci rende unici, ci da qualcosa in più rispetto agli altri». Con lei si parla della difficoltà dell’età adolescenziale e dei canoni che ogni giorno incontrano tra televisione e social network. Federica è concentrata sull’importanza della personalità rispetto all’aspetto esteriore. «Influencer con filtri, testimonial con filler, chirurgia estetica ad età giovanissima» la ragazza ha le idee chiare. Ci vorrebbero «più Montalcini e meno Ferragni», sentenzia alla fine, salutandoci con la promessa di leggere insieme il tema alla fine degli esami. Nel frattempo è arrivato Andrea, il suo fidanzato: «Ansia, ne avevo tanta. Ma una volta finito, sono orgoglioso di com’è andata», racconta. Poi prende per mano Federica e si allontanano.

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