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Il Mauriziano tra i 21 super ospedali d’Italia: eccellenza torinese nella mappa del Ministero della Salute

Crescono i pazienti da fuori regione: +24% i ricoveri ordinari, +47% l’attività ambulatoriale

La mappa dei migliori ospedali italiani: ecco dove si curano i casi più complicati

Dove si curano i pazienti più complessi in Italia? Dove si concentrano tecnologie avanzate, équipe multidisciplinari e terapie d’avanguardia? La risposta arriva dal Rapporto 2025 sull’attività di ricovero ospedaliero, pubblicato dal Ministero della Salute e basato sui dati 2023 delle schede di dimissione ospedaliera. La nuova mappa dell’eccellenza sanitaria individua 21 “super ospedali” in tutto il Paese: 12 al Nord, 7 al Centro e appena 2 al Sud.

Tra questi, figura anche l’Ospedale Mauriziano Umberto I di Torino: con un punteggio di 32,5, la struttura ospedaliera si distingue per la gestione di casi clinici ad alta complessità e per la capacità di attrarre pazienti da fuori regione. È uno dei soli due ospedali piemontesi in elenco, insieme all’Azienda Ospedaliera di Alessandria.

“Si tratta di un riconoscimento prestigioso che premia il lavoro quotidiano dei nostri professionisti – ha dichiarato Franca Dall’Occo, Direttore Generale del Mauriziano –. Il nostro ospedale unisce una lunga tradizione, essendo il più antico della città, a una forte innovazione tecnologica e organizzativa, che lo rende un punto di riferimento per un’ampia comunità di pazienti”. I dati confermano questa attrattività crescente: rispetto al 2020, i ricoveri ordinari di pazienti extra-regione sono aumentati del 24%, quelli diurni del 37%, mentre l’attività ambulatoriale ha registrato un +47%.

La classifica del Ministero valuta ogni struttura su due parametri: la complessità clinica e la percentuale di pazienti provenienti da altre regioni. In testa alla classifica si trovano strutture lombarde come il Galeazzi di Milano e l’Istituto Humanitas di Rozzano, seguite da ospedali di Bologna, Verona, Roma e Pisa. Il divario geografico è dato eneccepibile: la maggior parte delle eccellenze sanitarie si concentra al Nord, mentre il Sud è rappresentato da sole due realtà. Un disequilibrio che nel 2023 ha generato “viaggi della speranza” per un valore stimato di quasi 3 miliardi di euro. Per affrontare questo squilibrio, il Ministero punta ora a creare una rete di ospedali nazionali di riferimento, con fondi diretti, personale dedicato e dotazioni tecnologiche di ultima generazione. L’obiettivo è portare l’eccellenza anche dove oggi è carente.

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