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IL CASO

Peste suina, il virus non si ferma: 14 nuovi casi tra Piemonte e Liguria

La mappa del contagio si allarga, il fronte piemontese resta stabile nell'Alessandrino

Peste suina, il virus non si ferma: 14 nuovi casi tra Piemonte e Liguria

L’epidemia di Peste Suina Africana (PSA) continua a ridisegnare i confini dell'emergenza tra Piemonte e Liguria. L'ultimo monitoraggio, aggiornato all'11 gennaio 2026, registra 14 nuove positività tra i cinghiali, portando il bilancio complessivo dall'inizio della crisi a quota 1.977 casi. Sebbene la Liguria detenga il primato dei contagi (1.178), il fronte piemontese resta in massima allerta con 799 positività accertate.

In Piemonte, le ultime carcasse infette sono state rinvenute in provincia di Alessandria, precisamente nei comuni di Grognardo e Morbello, aree dove la circolazione virale è nota ma non accenna a diminuire. Tuttavia, il dato più rilevante per l'economia regionale riguarda gli allevamenti suinicoli: i focolai domestici restano fermi a 9, un segnale che le misure di biosicurezza negli stabilimenti stanno, per ora, reggendo l'urto della fauna selvatica.

La situazione appare più dinamica in Liguria, dove si registrano 12 nuovi casi. Preoccupa soprattutto lo Spezzino, dove il virus ha fatto il suo ingresso ufficiale nei territori di Calice al Cornoviglio e Deiva Marina, finora rimasti indenni. Con questi nuovi ingressi, sale a 190 il numero dei Comuni coinvolti nella mappa del contagio. Le autorità veterinarie ribadiscono che il contenimento tra i cinghiali è l'unico argine per evitare il salto di specie negli allevamenti, che comporterebbe il blocco totale dell'intera filiera suinicola e pesanti limitazioni all'export.

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