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Ryanair dichiara guerra ai jeans: «Nel 2026 basta viaggiare in denim»

L'ultimatum della compagnia low cost arriva via TikTok: tra ragioni di sicurezza e comfort, ecco perché il tessuto più amato al mondo è finito nella "no-fly list"

Ryanair dichiara guerra ai jeans: «Nel 2026 basta viaggiare in denim»

Pantaloni a gamba dritta, wide-leg o modelli vintage anni Novanta: non importa quale sia il taglio, se è denim, per Ryanair non dovrebbe salire a bordo. La compagnia aerea irlandese ha riacceso la polemica sui social con un video diventato virale su TikTok, lanciando un messaggio perentorio ai passeggeri: «È il 2026, smettiamola di viaggiare indossando i jeans».

Il video, che ritrae un atterraggio nell'aeroporto di Corfù, è accompagnato da una didascalia con tanto di mani giunte in segno di preghiera. Una richiesta che ha scatenato l'immediata reazione della community. Ai passeggeri che chiedevano spiegazioni nei commenti, l'account ufficiale di Ryanair ha risposto con la consueta ironia pungente, senza però fornire una motivazione tecnica ufficiale.

Non è la prima volta che il vettore low cost punta il dito contro i jeans (una campagna simile era già apparsa nel 2024), ma il mistero sul "perché" rimane fitto. Gli utenti del web si sono divisi in due fazioni: da un lato chi sostiene la tesi della sicurezza, ipotizzando che in caso di evacuazione d'emergenza l'attrito del denim sugli scivoli di salvataggio possa causare ustioni; dall'altro chi punta tutto sulla tesi del comfort. In effetti, in spazi ridotti come quelli dei voli a corto raggio, la rigidità del denim può ostacolare la circolazione e rendere il viaggio meno piacevole.

Mentre la moda del 2026 continua a celebrare il jeans come capo must-have, Ryanair sembra voler spingere i viaggiatori verso leggings e pantaloni sportivi. Molti utenti hanno dato ragione alla compagnia, confermando che per volare la parola d'ordine deve essere "comodità". Che si tratti di una reale preoccupazione per il benessere dei passeggeri o dell'ennesima mossa di instant marketing per far parlare di sé anche a 10mila metri d'altezza, il messaggio è arrivato forte e chiaro: per il prossimo check-in, meglio optare per una tuta.

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