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25 Febbraio 2026 - 07:40
Una Carta d’Identità Elettronica (CIE) che, per molti cittadini anziani, non richiederà più il rinnovo ogni dieci anni. È questa la principale novità introdotta dal decreto PNRR e semplificazioni, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che interviene sulla durata del documento per gli over 70. La misura dovrà ora essere convertita in legge dal Parlamento per diventare definitiva.
La riforma prevede che, per chi ha già compiuto 70 anni al momento della richiesta, la CIE rilasciata dal 30 luglio 2026 avrà una durata di 50 anni. Viene quindi superato il tradizionale rinnovo decennale, con l’obiettivo di ridurre gli adempimenti burocratici e semplificare il rapporto tra anziani e Pubblica Amministrazione.
Per la maggior parte degli interessati, la nuova scadenza equivale di fatto a una carta “a vita”.
La nuova carta manterrà tutte le funzioni attuali. Potrà essere utilizzata:
come documento di riconoscimento in Italia;
per l’accesso ai servizi pubblici e privati;
per l’espatrio nei Paesi in cui è ammessa la carta d’identità.
Non sono previste limitazioni rispetto agli attuali standard europei di sicurezza.
Nonostante la lunga validità, resta possibile richiedere un rinnovo dopo 10 anni dal rilascio. Questa opzione non riguarda la scadenza amministrativa, ma l’aggiornamento del certificato digitale integrato nella carta, necessario per utilizzare i servizi online della PA.
Si tratta quindi di una scelta facoltativa legata soprattutto all’utilizzo digitale del documento.
La misura si applica esclusivamente:
alle carte rilasciate dal 30 luglio 2026 in poi;
ai cittadini che abbiano già compiuto 70 anni al momento della domanda.
Le CIE emesse prima di quella data manterranno la validità ordinaria di 10 anni. Alla scadenza, sarà necessario richiedere un nuovo documento, soprattutto per continuare a usarlo ai fini dell’espatrio o per l’identificazione digitale, nel rispetto della normativa europea.
Il provvedimento rientra nel pacchetto di misure di semplificazione collegate al PNRR. L’intento è ridurre disagi e oneri amministrativi per circa 10 milioni di cittadini, alleggerendo al tempo stesso il lavoro dei Comuni.
La riforma punta a una burocrazia più snella, inclusiva e digitale, in linea con il processo di modernizzazione della Pubblica Amministrazione.
Il decreto introduce anche:
la tessera elettorale digitale;
l’eliminazione dell’obbligo di conservazione decennale delle ricevute Pos cartacee.
Interventi che si inseriscono in un più ampio piano di digitalizzazione e semplificazione dei rapporti tra cittadini, imprese e Stato.
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