Economia
Giornata Mondiale del Pistacchio, 26 febbraio 2026 – Il mercato del pistacchio continua a crescere a livello globale, trainato da una domanda crescente e da un’offerta limitata. L’edizione 2026 del Pistacchio Day evidenzia un settore dinamico, con consumi in espansione e una forte attrazione per il prodotto di qualità.
Secondo Mordor Intelligence, il valore del mercato globale del pistacchio passerà dagli attuali 5,49 miliardi di dollari (4,6 miliardi di euro) a 7,02 miliardi entro il 2031, con un CAGR del 5%. La crescita è sostenuta da diversi fattori:
Maggiore richiesta di proteine vegetali e prodotti plant-based.
Popolarità di snack salutari, barrette proteiche e alimentazione sportiva.
Aumento dell’uso di pistacchio nel settore dolciario, in gelati, creme e prodotti da forno.
Il successo del pistacchio è globale: esempi come il Dubai Chocolate hanno conquistato America Settentrionale e Asia-Pacifico, regioni con domanda crescente, in particolare Cina e India.
La crescente attenzione al pistacchio premium, biologico e monorigine ha aumentato i prezzi. Il prodotto standard ha registrato un incremento medio del 30-35% in un anno, secondo Areté. Le produzioni aromatizzate e certificate biologiche stanno guadagnando quote di mercato e riconoscimenti economici superiori.
Negli ultimi anni, la coltivazione del pistacchio si è ampliata in aree semiaride come Argentina e Australia. Eventi climatici come le gelate in Turchia e Iran nel 2025 hanno ridotto la produzione del 70%, mentre gli Stati Uniti hanno registrato un raccolto abbondante (+44%) destinato per il 75% all’export, con prezzi superiori a 9.000 dollari a tonnellata.
L’Italia produce solo 4.000 tonnellate di pistacchi, coprendo appena il 12% del fabbisogno nazionale. Le specialità locali, come il Pistacchio Verde di Bronte Dop (341 tonnellate) e il Raffadali Dop (180 tonnellate), restano nicchie di eccellenza.
L’import italiano ammonta a 32.000 tonnellate, principalmente dagli Stati Uniti, seguiti da Spagna e Iran, con una crescita del 50% tra pistacchi sgusciati dal 2023 al 2024. La domanda interna è spinta dall’industria alimentare, che utilizza i pistacchi in pasticceria, creme spalmabili e altri prodotti destinati all’export.
Il consumo domestico è in espansione: oltre 5.000 tonnellate di pistacchi vengono vendute ogni anno, per un giro d’affari superiore a 120 milioni di euro. I pistacchi sgusciati hanno registrato un incremento del 7% in volume e del 5,4% in valore rispetto all’anno precedente. Il mercato dei prodotti trasformati (biscotti, cioccolato, creme) è cresciuto del 5,5% in 12 mesi, secondo l’Osservatorio Immagino di GS1 Italy.
Il settore attrae nuovi investitori. Negli ultimi mesi:
Nextalia ha acquisito quote in Di Sano e DiGel, attivi nel pistacchio artigianale e industriale.
Wise Equity ha rilevato la maggioranza di Marullo, azienda siciliana specializzata in ingredienti e semilavorati a base di pistacchio per gelateria e pasticceria.
Il mercato del pistacchio, dunque, combina consumi domestici in crescita, forte dipendenza dall’import e opportunità di investimento nelle produzioni di qualità, con prospettive di sviluppo solide anche a livello internazionale.
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