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Il caso

Ronald Adarlo, sarà oggi l’autopsia. Lavorava a casa dei Lavazza da 8 anni

Il fascicolo aperto in Procura a Torino resta al momento senza indagati né ipotesi di reato

Ronald Adarlo, sarà oggi l’autopsia. Lavorava a casa dei Lavazza da 8 anni

Sarà l’autopsia disposta per oggi a provare a fare chiarezza sulla morte di Ronald Adarlo, il custode filippino di 49 anni trovato senza vita nel tardo pomeriggio di sabato nella villa torinese di Marco Lavazza, vicepresidente dell’omonima azienda del caffè e dell’Unione Industriali Torino. Nel frattempo, tra gli inquirenti si fa sempre più strada l’ipotesi del suicidio. A orientare la ricostruzione investigativa sarebbe un video delle telecamere di sorveglianza acquisito nell’inchiesta della procura di Torino. Le immagini, tra cui alcune inizialmente ritenute poco rilevanti, mostrerebbero gli istanti immediatamente precedenti alla caduta dell’uomo. Secondo quanto trapela dagli accertamenti, il filmato farebbe presagire un gesto volontario. Una lettura che nelle prime ore dopo la tragedia appariva meno accreditata e che i familiari di Adarlo avevano sempre respinto, mentre gli investigatori dei carabinieri avevano comunque seguito da subito anche questa pista.

Il fascicolo aperto in procura resta al momento senza indagati né ipotesi di reato. In una prima fase gli accertamenti si erano concentrati sulla possibilità di un incidente sul lavoro. Accanto al corpo dell’uomo era stato trovato un caschetto e il custode era solito occuparsi anche di piccoli interventi di manutenzione e della cura del giardino della villa sulla collina che domina la città. Da qui l’ipotesi che potesse essere caduto mentre stava svolgendo alcune attività all’esterno dell’abitazione. Il video delle telecamere, però, secondo quanto emerge dagli atti dell’indagine, cambierebbe la prospettiva. Le immagini mostrerebbero il custode nei momenti che precedono la caduta e farebbero emergere elementi compatibili con un suicidio: l’uomo si sarebbe tolto il caschetto pochi istanti prima della tragedia. Le indagini della procura non sono comunque concluse.
Il fascicolo è coordinato dal procuratore aggiunto Roberto Sparagna e dal sostituto Mario Bendoni. Insieme all’esame autoptico saranno disposti anche accertamenti tossicologici, per verificare se l’uomo avesse assunto sostanze che possano aver influito sui suoi comportamenti negli ultimi momenti di vita. Prosegue inoltre l’analisi dei tabulati telefonici. Solo al termine di questi accertamenti gli investigatori potranno ricostruire con maggiore certezza la dinamica che ha portato alla morte di Adarlo nella villa sulla collina torinese dove lavorava come custode e giardiniere da otto anni.

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