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CRONACA GIUDIZIARIA
16 Marzo 2026 - 15:47
Un commercio di tessuti destinati all’abbigliamento, tra marchi contraffatti e stoffe originali finite sul mercato senza autorizzazione. Per questo quattro imprenditori che operano tra Torino e Rivalta dovranno affrontare un processo nato da un’inchiesta della guardia di finanza. Le indagini sono partite nel 2023 e hanno ricostruito un presunto traffico di materiali con i loghi di alcune delle più note maison internazionali. Per seguire i contatti tra gli indagati e delineare il giro di compravendite, i finanzieri hanno utilizzato intercettazioni telefoniche e ambientali. Secondo l’accusa, parte della merce sarebbe stata costituita da tessuti con marchi falsificati destinati alla produzione di capi d’abbigliamento. Tra i brand citati negli atti compaiono nomi di primo piano della moda come Gucci, Fendi, Louis Vuitton/Supreme, Coach e Lanvin. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati circa 1,8 chilometri di stoffe ritenute contraffatte. Ma gli accertamenti hanno fatto emergere anche un altro aspetto: oltre 1,2 chilometri di tessuti autentici, contrassegnati da marchi come Gucci, Bulgari, Tod’s e Borsalino. In questo caso la contestazione non riguarda la falsificazione, ma la vendita senza autorizzazione delle case madri e con una provenienza che gli investigatori non sono riusciti a ricostruire. La merce, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe stata distribuita attraverso diversi canali: dalle bancarelle dei mercati fino alla vendita all’ingrosso. Nel procedimento si sono già costituite parte civile alcune delle aziende coinvolte, tra cui Borsalino e Gucci, che potranno chiedere il risarcimento degli eventuali danni. Due degli imprenditori imputati sono difesi dall’avvocato Gino Arnone.
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