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Addio a Gino Paoli, maestro della canzone italiana: si spegne a 91 anni

Il cantautore, protagonista della musica d’autore, è venuto a mancare

Addio a Gino Paoli, maestro della canzone italiana: si spegne a 91 anni

È scomparso Gino Paoli, figura simbolo della musica italiana, all’età di 91 anni. A comunicarlo è stata la famiglia, spiegando che l’artista si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari.

Nato a Monfalcone nel 1934 e cresciuto a Genova, Paoli ha avuto un percorso iniziale lontano dai riflettori: ha svolto diversi lavori, tra cui il facchino, il grafico pubblicitario e il pittore. L’ingresso nel mondo della musica non fu immediato: le prime composizioni passarono quasi inosservate, finché “La gatta” iniziò a diffondersi grazie al passaparola, attirando anche l’attenzione di Mogol. Fu proprio quest’ultimo a far arrivare “Il cielo in una stanza” a Mina, segnando la svolta decisiva e consacrando Paoli come autore di primo piano.

Gli anni Sessanta rappresentano per lui un periodo intenso, fatto di successi musicali e storie d’amore che diventano canzoni. Dalla relazione con Ornella Vanoni nascono brani celebri come “Senza fine” e “Anche se”, oltre a un legame che nel tempo si trasformerà in una profonda amicizia. Successivamente arriva la relazione con Stefania Sandrelli, all’epoca molto giovane, che suscitò scandalo e dalla quale nacque la figlia Amanda.

Il 1963 fu un anno cruciale: da una parte i grandi successi come “Sapore di sale” e “Che cosa c’è”, dall’altra un momento drammatico. L’11 luglio Paoli tentò il suicidio sparandosi al cuore. Sopravvisse perché il proiettile non colpì organi vitali e rimase nel torace per tutta la vita.

Nel 1964 partecipò al Festival di Sanremo, esperienza che si ripeterà più volte. Dopo una fase meno visibile, tornò nel 1971 con lavori più maturi, affermandosi anche come produttore e talent scout. Il grande rilancio arrivò negli anni Ottanta con “Una lunga storia d’amore”, che lo riportò al centro della scena e in tour insieme a Ornella Vanoni. Nel 1991 pubblicò “Matto come un gatto”, contenente “Quattro amici”, brano vincitore del Festivalbar.

In un’intervista del 2024 raccontava il suo rapporto particolare con la musica: entrato “quasi per caso” nel mondo dello spettacolo, si definiva una persona riservata, lontana dagli stereotipi della vita mondana. Amava la solitudine e la pittura, vivendo in modo discreto, “un po’ come i gatti”. Anche le sue abitudini personali riflettevano questo carattere fuori dagli schemi.

Con la sua scomparsa, l’Italia perde uno dei protagonisti più autentici e influenti della canzone d’autore, capace di lasciare un segno profondo nella cultura musicale del Paese.

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