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Il caso

Tragedia di via Nizza "Zippo ha versato oltre 5mila euro alla donna di cui voleva vendicarsi"

Quella notte era di servizio. Ed è rimasto irreperibile per un'ora e tre quarti

Tragedia di via Nizza "Zippo ha versato oltre 5mila euro alla donna di cui voleva vendicarsi"

Versamenti tracciati, contanti e pagamenti quotidiani per l’ex amante. In aula il nodo della consapevolezza del danno e il vuoto di un’ora e 45 minuti nella notte dell’esplosione Quasi cinquemila euro in bonifici, sempre con la stessa causale: “a titolo personale da Zippo a Hagiu”. È uno degli elementi chiave emersi in aula nel processo a Giovanni Zippo, accusato per l’esplosione del 30 giugno 2025 in via Nizza, in cui ha perso la vita Jacopo Peretti, 33 anni. Secondo gli investigatori, tra il 2023 e il 2025 Zippo ha versato alla sua ex amante Madalina Hagiu una cifra complessiva vicina ai 5mila euro, attraverso bonifici di importo variabile - 500, 150, 300 euro - spesso a distanza di settimane o di un mese. A questi si aggiungono i soldi consegnati a mano, documentati dalle chat acquisite agli atti. Non solo trasferimenti bancari, quindi, ma un flusso continuo di denaro anche in contanti. Dalle testimonianze emerge che Zippo sosteneva economicamente la donna anche nelle spese quotidiane: pagava la spesa, le bollette, le ricariche telefoniche, fino a piccole somme come i biglietti della metropolitana. In alcuni casi l’accompagnava al bingo, anticipando il denaro per giocare e tornando a riprenderla una volta terminato. Un rapporto economico costante, fatto di pagamenti grandi e piccoli, che secondo quanto riferito in aula dai testimoni lo stesso Zippo avrebbe vissuto come un peso, arrivando a definire quella relazione “una maledizione”. È questo il contesto in cui si inserisce il fatto contestato. Il 30 giugno 2025, secondo l’accusa, Zippo avrebbe provocato un’esplosione con gas e fuoco nell’appartamento della donna, vuoto in quel momento. L’esplosione ha però ucciso il vicino di casa, Jacopo Peretti, e causato danni ingenti all’edificio. Zippo è imputato per omicidio volontario, disastro colposo e lesioni. Il processo dovrà stabilire se fosse consapevole delle possibili conseguenze del suo gesto. In aula è stato ricostruito anche il suo profilo professionale. Guardia giurata per Sicuritalia dal 2018, aveva diversi attestati, tra cui una certificazione antincendio di terzo livello. Tra gli atti acquisiti anche il test psicoattitudinale che ne attestava l’idoneità al servizio armato. La notte dell’esplosione era in turno, dalle 22 alle 6, nella zona Grugliasco-San Paolo. Tuttavia, dai report dell’app aziendale del palmare in dotazione, tra le 2.16 e le 4 non risulta raggiungibile. Un intervallo di un’ora e 45 minuti durante il quale non è possibile stabilire dove si trovasse. In aula è emerso che i dispositivi possono essere disconnessi senza che la centrale operativa riceva notifiche o allarmi. Dopo l’esplosione, Zippo si è fatto medicare per ustioni, giustificando l’assenza al turno successivo con un presunto infortunio avvenuto durante un controllo nell’area ferroviaria di Grugliasco. Solo in un secondo momento, anche alla luce di fotografie circolate tra i colleghi, sono emersi dubbi su quella versione. Le testimonianze raccolte indicano che alcuni colleghi erano a conoscenza della relazione con una donna residente in via Nizza e delle difficoltà legate alle continue richieste di denaro. Intanto restano le conseguenze dell’esplosione: oltre alla vittima, decine di famiglie coinvolte e danni ancora oggi al centro di incertezze, anche sul fronte delle coperture assicurative.

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