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Salute e prevenzione

Pertosse in aumento: perché colpisce anche gli adulti e come prevenirla

Dall’efficacia dei vaccini che diminuisce nel tempo ai richiami mancati: cause, sintomi e strategie per proteggersi da una malattia ancora diffusa e altamente contagiosa

Pertosse in aumento: perché colpisce anche gli adulti e come prevenirla

La pertosse sta tornando a diffondersi in modo significativo, non solo tra i bambini ma anche nella popolazione adulta. Si tratta di una malattia infettiva batterica altamente contagiosa, trasmessa per via aerea attraverso le goccioline emesse con tosse e starnuti. Negli ultimi anni, i dati europei mostrano un incremento marcato dei contagi, riportando l’attenzione su prevenzione, diagnosi e trattamento.

Crescita dei casi e contesto attuale

Secondo le rilevazioni più recenti, in Europa sono stati registrati decine di migliaia di casi nell’ultimo periodo, con un aumento notevole rispetto agli anni precedenti. Anche in Italia si osservano nuovi focolai, spesso in contesti di contatto ravvicinato e ambienti chiusi, come nel caso di squadre sportive o comunità ristrette.

Questo aumento ha riacceso il dibattito sull’importanza della copertura vaccinale e dei richiami periodici, soprattutto negli adulti che potrebbero non essere più adeguatamente protetti.

Perché colpisce sempre più gli adulti

La pertosse è tradizionalmente considerata una malattia infantile, ma oggi interessa sempre più spesso anche gli adulti. Uno dei motivi principali è la diminuzione dell’efficacia del vaccino nel tempo.

La vaccinazione effettuata nell’infanzia non garantisce una protezione permanente: con gli anni, l’immunità tende a ridursi, rendendo necessario un richiamo ogni circa 10 anni. Tuttavia, una parte limitata della popolazione adulta effettua questi richiami, aumentando così il numero di persone suscettibili all’infezione.

In ambienti dove i contatti sono stretti e frequenti, il rischio di trasmissione cresce sensibilmente.

Cos’è la pertosse e come si trasmette

La pertosse è causata dal batterio Bordetella pertussis ed è diffusa in tutto il mondo. L’essere umano rappresenta l’unico serbatoio noto del batterio, il che significa che la trasmissione avviene esclusivamente tra persone.

Il contagio avviene tramite goccioline respiratorie emesse nell’aria quando una persona infetta tossisce o starnutisce. Per questo motivo, la malattia si diffonde facilmente in ambienti chiusi o affollati.

Sintomi e fasi della malattia

La pertosse colpisce principalmente le vie respiratorie e si sviluppa in più fasi:

  • Fase iniziale (catarrale): dura circa 1-2 settimane ed è caratterizzata da sintomi simili a un comune raffreddore, come tosse lieve, febbricola e secrezioni nasali.

  • Fase successiva (convulsiva): la tosse diventa intensa e ripetuta, con episodi di crisi parossistiche e difficoltà respiratorie. Questa fase può protrarsi per settimane o mesi se non trattata.

In alcuni casi, soprattutto nei soggetti più fragili, la malattia può evolvere in forme più severe con possibili complicanze.

Diagnosi e trattamento

La diagnosi si basa sull’osservazione dei sintomi e su test specifici. Il trattamento prevede l’uso di antibiotici, che risultano più efficaci se somministrati nelle fasi iniziali della malattia.

Se trattata tempestivamente, la pertosse può risolversi in circa due settimane. Tuttavia, in assenza di terapia, i sintomi possono persistere a lungo, con un impatto significativo sulla qualità della vita.

Prevenzione: il ruolo della vaccinazione

La prevenzione resta lo strumento più efficace contro la pertosse. Il vaccino è raccomandato fin dall’infanzia, ma è fondamentale anche nei richiami periodici negli adulti per mantenere alta la protezione.

La scarsa adesione ai richiami vaccinali rappresenta uno dei fattori principali alla base dell’aumento dei casi. Per questo motivo, le autorità sanitarie sottolineano l’importanza di aggiornare la propria copertura immunitaria nel tempo.

L’aumento dei casi di pertosse evidenzia come questa malattia non sia più limitata all’età pediatrica. La combinazione tra calo dell’immunità nel tempo e bassa adesione ai richiami vaccinali contribuisce alla sua diffusione anche tra gli adulti.

Informazione, prevenzione e diagnosi precoce restano elementi fondamentali per contenere il contagio e ridurre il rischio di complicanze.

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