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Il caso

Primo caso umano di influenza aviaria H9N2 in Europa: paziente ricoverato in Lombardia

Il virus, a bassa patogenicità e senza trasmissione tra persone, è sotto stretto monitoraggio; il caso conferma l’efficacia della rete di sorveglianza sanitaria regionale

Primo caso umano di influenza aviaria H9N2 in Europa: paziente ricoverato in Lombardia

Il Ministero della Salute ha confermato il primo caso umano in Europa di influenza aviaria H9N2, rilevato in Lombardia in un paziente fragile rientrato da un paese extraeuropeo. Il soggetto è attualmente ricoverato in isolamento presso l’Ospedale San Gerardo di Monza, dove riceve cure sia per l’infezione virale sia per altre patologie concomitanti.

Si tratta di un virus a bassa patogenicità, e sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, il contagio avviene esclusivamente tramite contatto diretto con pollame infetto o materiali contaminati, senza alcuna evidenza di trasmissione da persona a persona.

Il caso è stato gestito con la massima tempestività: tutte le verifiche e le procedure di prevenzione e sorveglianza sono state attivate immediatamente, individuando i contatti stretti del paziente. La Regione Lombardia, in coordinamento con il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità, ha garantito un monitoraggio costante e aggiornamenti agli organismi internazionali competenti. L’ATS Brianza ha condotto l’indagine epidemiologica, mentre l’Università Statale di Milano e il Centro Regionale Malattie Infettive hanno confermato la tipizzazione del virus.

Secondo l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, l’individuazione del caso conferma l’efficacia della rete di sorveglianza epidemiologica e non deve destare allarme tra la popolazione. Grazie a questa rete, è stato possibile identificare rapidamente il virus e attivare tutte le misure di contenimento necessarie.

L’H9N2 è un sottotipo del virus influenzale A, presente da anni in uccelli e suini in Europa e Asia. Le infezioni umane sono rare e generalmente di grado lieve. La prima identificazione risale al 1999 a Hong Kong, con pochi casi sporadici successivi fino al 2009. A differenza dell’H5N1, noto per l’elevata mortalità negli uccelli, l’H9N2 non provoca gravi epidemie nel pollame, ma rimane sotto osservazione per il suo potenziale evolutivo, dato che poche mutazioni potrebbero favorire una maggiore trasmissibilità tra le persone.

Il virus fa parte del gruppo dei virus aviari con capacità di infettare l’uomo, insieme a H5N1, H7N3 e H7N7. Il Ministero della Salute ribadisce che il rischio per la popolazione è basso, ma la situazione è costantemente monitorata, con tutte le misure di prevenzione e sorveglianza attivate per garantire la massima sicurezza.

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