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26 Marzo 2026 - 19:40
Una nuova iniziativa legislativa presentata al Senato dal Partito Democratico mira a intervenire sul fenomeno della dipendenza da social network, ponendo particolare attenzione al ruolo degli algoritmi nelle piattaforme digitali.
Il disegno di legge, promosso dai senatori Antonio Nicita e Lorenzo Basso, introduce il concetto di dipendenza algoritmica e di influenza algoritmica tra le pratiche vietate, qualora si verifichino determinate condizioni. L’obiettivo è rafforzare la responsabilità delle grandi aziende tecnologiche e dei sistemi di intelligenza artificiale, in linea con il quadro normativo europeo già esistente.
Il tema è tornato al centro dell’attenzione anche negli Stati Uniti, dove una recente decisione giudiziaria in California ha condannato Meta e Google a risarcire una giovane donna. La causa riguardava i danni subiti a causa di una forte dipendenza da piattaforme digitali come Instagram e YouTube.
Secondo i promotori della legge, questa sentenza conferma quanto già evidenziato da numerosi studi scientifici: gli algoritmi e le interfacce digitali non sono strumenti neutrali, ma possono influenzare profondamente i comportamenti degli utenti. In particolare, i rischi risultano più elevati per i minori, esposti a meccanismi che favoriscono coinvolgimento prolungato e condizionamento non consapevole.
Il provvedimento si propone di affrontare in modo sistematico i principali rischi legati all’ecosistema digitale, cercando di colmare un vuoto normativo su temi cruciali come:
la tutela degli utenti
la trasparenza degli algoritmi
la responsabilità dei progettisti e gestori delle piattaforme
Secondo Nicita e Basso, oggi le piattaforme digitali non possono più essere considerate semplici strumenti tecnologici: rappresentano veri e propri ambienti che influenzano comportamenti, relazioni sociali, scelte di consumo, accesso alle informazioni e percorsi formativi.
Per questo motivo, sottolineano i senatori, è necessario introdurre regole aggiornate ed efficaci, capaci di mettere al centro la persona, superando modelli basati esclusivamente sulla massimizzazione dell’engagement e del tempo trascorso online.
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