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Artemis II

Tempesta solare in arrivo: possibili effetti sul lancio di Artemis II

Un brillamento di classe X mette in allerta la NASA a poche ore dal lancio lunare: l'aumento della densità atmosferica potrebbe costringere a una revisione dei consumi energetici

Tempesta solare in arrivo: possibili effetti sul lancio di Artemis II

Una forte tempesta geomagnetica è attesa per la serata del 31 marzo, innescata da un'eruzione solare di classe X verificatasi ieri 30 marzo. Il fenomeno potrebbe influenzare le operazioni di lancio della missione lunare della NASA, la Artemis II.

Un violento brillamento solare di classe X 1.5, prodotto dalla macchia solare AR 4405, si è verificato nella mattinata di ieri. L'eruzione ha lanciato nello spazio un'espulsione di massa coronale, costituita da plasma e campi magnetici, diretta parzialmente verso la Terra. Secondo le previsioni, l'impatto avverrà di striscio sulla magnetosfera terrestre nelle ultime ore di oggi.

Gli esperti del settore registrano discrepanze tra i modelli previsionali. Mentre alcuni dati suggeriscono una tempesta moderata, altre analisi indicano la possibilità di una tempesta forte. L'indice Kp, che misura l'intensità degli eventi solari, esclude al momento scenari estremi. Se l'impatto fosse stato diretto invece che tangenziale, i rischi sarebbero stati significativamente maggiori, con possibilità di manifestazioni aurorali anche alle latitudini europee.

Il timing rappresenta un elemento critico: il lancio della missione lunare è previsto per le prime ore del 2 aprile con una finestra molto ristretta. Le tempeste geomagnetiche provocano un riscaldamento degli strati superiori dell'atmosfera, aumentandone la densità, condizione che comporta una maggiore resistenza atmosferica che i veicoli spaziali devono affrontare, richiedendo consumi energetici superiori rispetto al normale.

La storia recente fornisce esempi significativi: nel febbraio 2022, una tempesta solare causò il fallimento del raggiungimento dell'orbita per decine di satelliti Starlink appena lanciati, costringendoli a rientrare e disintegrarsi. Questo episodio dimostra come variazioni nella densità atmosferica possono avere conseguenze concrete sulle missioni spaziali.

Secondo gli esperti, l'evento meteorologico spaziale atteso non dovrebbe rivelarsi estremo. Le autorità della NASA valuteranno continuamente i parametri atmosferici nelle ore precedenti il lancio, considerando fattori quali velocità e consumi di carburante. Se la densità dell'aria dovesse superare le soglie di sicurezza stabilite, un rinvio della missione resterebbe un'opzione probabile. La prevedibilità del meteo spaziale, tuttavia, rimane limitata, rendendo necessaria un'attesa delle prossime ore per confermare o modificare le previsioni attuali.

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