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Il caso

Inchiesta San Siro: la Procura analizza i telefoni degli indagati con 150 parole chiave

Le conversazioni tra Comune, Inter e Milan sotto la lente degli investigatori per ricostruire presunti accordi illeciti e la gestione del bando pubblico

Inchiesta San Siro: la Procura analizza i telefoni degli indagati con 150 parole chiave

La Procura di Milano ha deciso di approfondire l’inchiesta sulla vendita dello stadio San Siro analizzando i cellulari delle nove persone indagate per turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio. Per ricostruire i rapporti tra Comune, Inter e Milan, gli investigatori utilizzeranno un metodo mirato basato su 150 parole chiave.

L’obiettivo è comprendere eventuali accordi illeciti o scambi di informazioni non trasparenti che, secondo la Procura, avrebbero condizionato il bando pubblico e le delibere comunali relative alla vendita e alla gestione delle aree circostanti lo stadio.

Tra i dispositivi già sequestrati figurano quelli di Giancarlo Tancredi, ex assessore all’Urbanistica, Ada Lucia De Cesaris, ex assessora e consulente dell’Inter, e Simona Collarini. La Procura intende ora aggiornare l’analisi fino alla stipula del contratto di compravendita. Possibile che vengano controllati anche i cellulari di consulenti ed ex dirigenti dei due club, mai sequestrati prima.

Secondo il quotidiano Il Corriere della Sera, il direttore generale del Comune, Christian Malangone, non ha fornito l’accesso al computer e al cellulare aziendale, decisione legittima consigliata dal suo avvocato.

Nei messaggi intercettati emerge la comunicazione tra Alessandro Antonello (ex CEO Inter), Tancredi e De Cesaris, con riferimenti alla preparazione di dossier per il dibattito pubblico e modifiche a delibere comunali. Le conversazioni documentano interlocuzioni tra Comune e club, iniziando dalle prime fasi del procedimento fino alla definizione dei contenuti dell’Avviso pubblico, risultato poi deserto.

L’inchiesta evidenzia come le società Inter e Milan e i loro consulenti abbiano interagito in modo diretto con il Comune, mentre nel frattempo nuovi soggetti, tra cui i fondi Oaktree e Redbird, hanno assunto ruoli chiave nella gestione e proprietà dei club.

L’esame dei dispositivi digitali e dei documenti acquisiti mira a chiarire eventuali favoritismi, accordi economici e scambi non trasparenti, e sarà determinante per stabilire se le procedure della vendita dello stadio siano state corrette.

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