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POLITICA E FAMIGLIA
10 Aprile 2026 - 12:00
Una stretta decisa per contrastare l’uso "tossico" delle piattaforme digitali tra i giovanissimi. La Commissione Bilancio della Camera ha approvato l’emendamento al decreto Pnrr che fissa a 14 anni la soglia minima per l'utilizzo del portafoglio digitale senza l'autorizzazione dei genitori. Una decisione che, di fatto, pone le basi legali per vietare l'accesso ai social network a chi non abbia ancora compiuto quattordici anni.
Il provvedimento segna la vittoria di Alberto Stefani, presidente del Veneto e promotore della proposta. «Non si può più stare fermi di fronte a quello che sta accadendo ai nostri ragazzini», ha commentato soddisfatto. L'obiettivo è arginare una piaga che, secondo le statistiche, vede un adolescente su cinque vittima di un rapporto patologico con i social, tra isolamento, cyberbullismo e disturbi dell’alimentazione. Il caso recente del tredicenne di Bergamo, che ha accoltellato un'insegnante in "diretta social", è stato citato come tragico esempio della mancanza di filtri e maturità dei minori davanti alla rete.
La nuova normativa non si limita al divieto. Tra i 14 e i 16 anni l’accesso sarà comunque subordinato al consenso dei genitori. Per rendere effettivo lo stop, i gestori delle piattaforme dovranno implementare sistemi di verifica dell'età basati sull'autenticazione tramite Carta d’Identità Elettronica (CIE) o codice fiscale. Un meccanismo che prevede anche un sistema di notifiche: se un minore dovesse tentare di utilizzare i documenti dei genitori, questi riceveranno un messaggio in tempo reale e potranno bloccare la procedura.
La legge prevede un sistema sanzionatorio rigoroso. Saranno colpiti sia i gestori delle piattaforme che non rispetteranno le prescrizioni di controllo, sia chi prestando i propri documenti, permetterà a un minore di aggirare il blocco. «È un’emergenza generazionale, conclude Stefani ed è responsabilità di tutti evitare che i nostri piccoli continuino a perdersi in un ambiente privo di filtri».
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