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Sostegno economico
10 Aprile 2026 - 13:00
Il Reddito di libertà viene potenziato con un aggiornamento economico che punta a rafforzare il sostegno destinato alle donne vittime di violenza impegnate in un percorso di uscita da situazioni di abuso e di costruzione della propria autonomia.
La misura, aggiornata attraverso una recente circolare dell’INPS, prevede ora un incremento dell’importo mensile da 500 a 530 euro. Su base annua, il contributo arriva così a un totale massimo di 6.360 euro, con un aumento complessivo di circa 360 euro all’anno.
Si tratta di un intervento mirato, destinato esclusivamente a donne seguite da centri antiviolenza o dai servizi sociali, che si trovano in condizioni di difficoltà economica e hanno avviato un percorso certificato di protezione e reinserimento. L’obiettivo non è soltanto quello di fornire un aiuto immediato, ma di accompagnare concretamente il raggiungimento dell’autonomia economica, abitativa e lavorativa.
L’adeguamento dell’importo non riguarda solo le nuove domande presentate nel 2026, ma anche i benefici già riconosciuti nel 2025. In questi casi, l’INPS provvederà automaticamente a ricalcolare le somme spettanti, con eventuali integrazioni e arretrati, senza necessità di una nuova richiesta da parte delle beneficiarie.
La procedura per effettuare la richiesta non è completamente digitale: la domanda deve essere presentata attraverso il Comune di residenza, che svolge un ruolo centrale nella verifica dei requisiti. È proprio l’ente locale a certificare la situazione economica e la presa in carico da parte dei servizi territoriali o dei centri antiviolenza.
La richiesta viene compilata tramite l’apposito modulo SR208, con il supporto degli operatori sociali, e successivamente trasmessa all’INPS attraverso i canali istituzionali. Le domande vengono poi esaminate in ordine cronologico, fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Una volta approvata la domanda, il pagamento viene gestito direttamente dall’INPS. Il sostegno può essere erogato per un massimo di 12 mesi e può arrivare sia con accrediti mensili sia, in alcuni casi, in soluzione unica (ad esempio per arretrati o integrazioni). L’importo viene versato su strumenti di pagamento tracciabili intestati alla beneficiaria, secondo le modalità indicate in fase di richiesta.
Dal 2026 sarà possibile presentare domanda durante tutto l’anno, dal 1° gennaio al 31 dicembre. Tuttavia, il beneficio resta vincolato alle risorse disponibili: le richieste vengono accolte fino a esaurimento dei fondi, seguendo l’ordine di arrivo. Un elemento critico riguarda proprio i casi di domande respinte per mancanza di copertura economica: in queste situazioni non si ha un rinnovo automatico, ma è necessario ripresentare la richiesta.
Le risorse vengono distribuite tra le Regioni, con quote differenti in base ai criteri nazionali. Le dotazioni più consistenti riguardano aree come Lombardia, Lazio e Campania, seguite da regioni come Sicilia, Veneto ed Emilia-Romagna, fino alle quote più ridotte assegnate a territori più piccoli come Molise e Valle d’Aosta.
Questa ripartizione incide concretamente sull’accesso al beneficio: in alcune aree le risorse possono esaurirsi più rapidamente, generando differenze territoriali che rappresentano uno dei principali limiti strutturali della misura.
Nel complesso, il rafforzamento del Reddito di libertà va nella direzione di un sostegno più stabile alle donne che intraprendono un percorso di ricostruzione personale e indipendenza, ma resta legato alla disponibilità dei fondi e alla capacità di risposta dei singoli territori.
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