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LA STORIA. Torino, ecco il bistrot di Cannavacciuolo: lo chef stellato alla Gran Madre

Lo chef stellato Antonino Cannavacciuolo

Lo chef stellato Antonino Cannavacciuolo

Torino. All’ingresso c’è ancora il nome di una boutique, Liu, atelier di moda e abiti da sposa con annesso bistrot. Sulle vetrine oscurate con carta marrone, un cartello di “lavori in corso”. Dentro, un grazioso spazio molto luminoso con i tetti a volta che sono tutti sicuri nel quartiere - ospiterà “il” bistrot. Quello di Antonino Cannavacciuolo, che ha scelto Torino per la sua nuova creatura e un palazzo elegante in via Cosmo 6 per attaccare l’insegna. In zona, c’è già chi si saluta con vigorosi schiaffoni sulla schiena o un più discreto “Addios”. E tutti, a partire dall’osteria di fronte, si preparano ad accogliere il gigante con la barba e due stelle Michelin come colui che non potrà che fare del bene a tutti, attirando nel quartiere gourmet da mezzo Piemonte e non solo.

Conferme ufficiali, è vero, non ce ne sono. Anzi, ai numerosi seguaci che lo assillano di domande dopo che ha annunciato su Facebook lo sbarco sotto la Mole, Cannavacciuolo, nicchiando, consiglia di continuare a seguire gli aggiornamenti, perché a breve ci saranno novità. Eppure, in zona, la prossima apertura del bistrot è una voce sempre più insistente. E non manca neppure l’elemento che in un’inchiesta giudiziaria sarebbe considerato molto più che un indizio.

E’ scritto piccolo, sul cartello che indica l’inizio lavori alla voce committente: Ca.Pri. Srl, la società (a meno di omonimie) che custodisce tra le altre cose il ristorante dell’Hotel Villa Crespi a Orta San Giulio, prima bandierina dello chef campano che continua a espandere la sua attività in Piemonte, regione adottiva in cui ha costruito una carriera cominciata ai fornelli e proseguita in tv.

Tra chi l’ha conosciuto nel tempio del gusto che si affaccia sul lago novarese, Marco Mina, 33 anni, un altro chef che dopo aver lavorato nei ristoranti di mezza Europa e frequentato le cucine di professionisti del calibro di Bernard Loiseau, ha deciso di mettersi in proprio, insieme con la fidanzata 24enne Sonia Bozzato, e un mese fa ha acceso i fuochi nella sua pizzeria osteria. Si chiama “L’angolo divino”, ed è proprio di fronte al Cannavacciuolo bistrot. Marco Mina, con il suo secondo Roberto Marcon, 27 anni, un altro dal lungo curriculum nonostante l’età, e la responsabile di sala Sonia, è il primo ad essere entusiasta dell’arrivo del collega stellato. «Perché sarà un volano per tutti spiega mentre stende la pasta fresca che riempirà di ragù o gamberoni e cuocerà nel forno a legna per Capodanno -, anche per noi. Porterà qui tanta gente che ama il buon cibo, e noi che per il buon cibo e il buon bere viviamo non possiamo che essere contenti».

Anche perché - a giudicare dai commenti su Facebook, con mariti e mogli che implorano Cannavacciuolo di aprire in tempo per il loro anniversario -, per mangiare dal dirimpettaio ci sarà la fila. E chi non troverà posto, da Marco potrà comunque andare sul sicuro, spendendo meno. « Abbiamo iniziato da poco - spiega , ma i risultati ci stanno dando ragione». Ieri, a pranzo, il telefono continuava a squillare per le prenotazioni. Le pappardelle con la pasta tirata a mano al ragù bianco erano una prelibatezza che anche Antonino, siamo sicuri, premierebbe con uno schiaffone sulla schiena.

 
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