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«Siamo rinati grazie al bridge: ora lo insegniamo ai ragazzi»

circolo Porta Susa di Borgo Campidoglio

Il circolo Porta Susa di Borgo Campidoglio

Dagli accosti alle carte. È rinato grazie al bridge il circolo Porta Susa di Borgo Campidoglio. Nei locali di corso Svizzera 79, le bocce hanno spadroneggiato per quasi settant’anni, mentre le carte erano relegate in secondo piano, a semplice passatempo per le mogli dei giocatori. Poi, un giorno, è cambiato tutto.

«Nei campi non giocava più nessuno. Rischiavamo di chiudere», ammette senza mezzi termini Fabrizio Pozzi, il presidente. A quel punto, ecco l’intuizione geniale. Abbandonare per sempre la storica vocazione boccistica e far diventare le carte protagoniste assolute. E così Fabrizio, arbitro di bridge, insieme agli altri membri del direttivo ha letteralmente rivoltato il circolo.

Il bocciodromo, che prima ospitava due campi più gli spogliatoi, è stato riclassificato nel 2016 e oggi è la sede dei campionati regionali di bridge. Via anche i quattro campetti esterni, diventati parcheggio d’inverno per le auto dei soci e, d’estate, location per le partite. Di bridge, naturalmente. Unico gioco di carte al mondo riconosciuto come sport e dove le regole sono codificate a livello internazionale.

Così il Porta Susa ha trovato nuova linfa per andare avanti in un momento storico difficilissimo per le bocce, anche grazie a ottime collaborazioni. Ad esempio quella con il collegio universitario Einaudi, nata quest’anno e che prevede l’insegnamento del bridge agli studenti. E le cose vanno molto bene. «Quest’anno abbiamo 24 allievi in più, 6 juniores». Poi c’è il campo. Anzi, il tavolo. Il mese scorso la squadra “signore” ha conquistato la promozione nella massima serie di bridge. Già, perché il gentil sesso contribuisce eccome ai successi del circolo, grazie soprattutto all’impegno delle volenterose insegnanti Valeria Bianchi, Gabriella De Nicola e Daniela Priarone che, in forma del tutto gratuita, impartiscono lezioni ai neofiti.

Il lunedì pomeriggio e il mercoledì sera c’è infatti il corso, gratuito, per chiunque voglia imparare le regole del bridge. Ma in corso Svizzera c’è anche spazio per la beneficenza, con tornei periodici in favore delle associazioni che sostengono la ricerca. «Le bocce - così il presidente - rappresentano il passato. Oggi il core-business del Porta Susa si chiama bridge».
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