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Tra padre e figlia in politica: Meluzzi intervista la sua Ara

meluzzi ara chieri

Lo psichiatra Alessandro Meluzzi con la figlia Maria Araceli

Cara Ara, che cosa spinge una giovane donna della tua generazione, spesso così distratta e disincantata, e peraltro nel tuo caso con un forte impegno professionale, ad accettare una candidatura politica per un’elezione amministrativa come quella del comune di Chieri? «Babbo, non dovresti essere proprio tu a parlare che, mentre facevi il primario di psichiatria a Mirafiori, ti sei candidato alle politiche del ’94, peraltro battendo Chiamparino, allora con un Pc-Pds fortissimo, e restartene poi al Parlamento prima alla Camera e poi al Senato per quasi un decennio?»

Beh, effettivamente, la politica ha un suo inesorabile fascino ma anche mille fatiche e guai. Un famoso socialista diceva che era fatta di sangue e merda. Devo dire, però, che è anche la più alta forma di servizio che si possa dare alla nazione, al popolo e alla storia. «Già, e quindi non ti deve stupire se, insieme alla professione, è anche per il desiderio di dare un contributo al rinnovamento della politica stessa che mi sono messa in gioco in una città nella quale non ho mai risieduto come Chieri ma che negli ultimi 30 anni, come sai, ho attraversato tutti i giorni tra Albugnano e Torino e viceversa. Una città storica, bellissima, piena di potenzialità e un po’ addormentata. Purtroppo, come il resto d’Italia, ferita da un’immigrazione sconclusionata, da una crisi di prospettive per ritrovare le proprie radici con uno slancio verso il futuro. Pensa a che cosa sono stati il tessile e l’enogastronomia dai tempi di Federico Barbarossa della Lega lombarda ad oggi. Per non parlare, poi, del suo ruolo nel Risorgimento e in quello che io spero dovrà essere l’attività di noi giovani: un nuovo Risorgimento nazionale. Per questo ho accettato l’invito della nostra amica Giorgia Meloni che è una giovane donna come me, e già mamma, una leader emergente e una speranza per il futuro. Non ti preoccupare, quindi, del tempo sottratto alla professione e agli studi. Tu stesso mi hai insegnato che, se si vuole, c’è tempo per fare tutto, se la passione alimenta l’azione come il vento nelle vele»

Mi sembrano parole nobili ma anche forse un po’ ottimiste o retoriche, sii cauta, dentro e fuori il mondo dei politici, ma non perdere mai di vista che bisogna guardare alla storia col pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà. «È proprio per quello che sono qui sui manifesti di Chieri. D’altra parte, mi pare di vedere che anche tu, che pure non ti sei voluto candidare alle Europee con Fratelli d’Italia, hai voluto metterci la faccia»

Sì, hai ragione, preferisco stare a fare il pensatore un po’ di più sui giornali, tra i libri e nelle seconde file degli opinionisti ma tu sei giovane e, quindi, senza paura butta il cuore oltre l’ostacolo. «Già, è quello che mi insegni sempre e cercherò di fare così, ma tu non ti immischiare troppo. Perché adesso tocca ai giovani rinnovare e prendere il posto della tua generazione che ha fatto anche nella destra qualcosa di buono e qualcosa di meno buono. D’altra parte, mi pare che il nostro candidato sindaco Claudio Campagnolo e la coalizione vogliano riprodurre ciò che Giorgia Meloni vuole per l’Italia a partire dall’incontro tra lei e Salvini contro il degrado, contro l’immobilismo, contro il crollo delle identità italiana ed europea per un rilancio della produttività del nostro Bel Paese e della sua dignità; insomma, quello che tu spesso chiami il nuovo Risorgimento»

Ma non pensare che sia un passaggio definitivo di testimone perché a sessantatre anni non sono così vecchio. E sono e sarò sempre al tuo fianco! «Certo babbo, ma senza interferire troppo!»

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