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Primi insegnanti positivi al sierologico: «Il timore è che si richiuda in un mese»

sierologico insegnanti

L’attesa è breve, il test si fa in un attimo. Il tempo di disinfettare la punta dell’indice, bucarlo con l’ago e via: dopo 10 minuti, il risultato è pronto.

«Negativi», sorride Davide Bononi, professore di educazione fisica alla Lorenzo il Magnifico di corso Matteotti, appena uscito dall’ex Valdese con il collega che insegna religione, Marius Ciprian Matei. E negativi sono risultati quasi tutti gli insegnanti che si sono già sottoposti alle analisi. «Anche se qualche positivo - si riesce a strappare da una fonte sanitaria, “a patto di non dire chi sono, e neppure di quale Asl” - c’è».

La cautela delle aziende sanitarie nel rivelare i dati è in qualche modo giustificata, visto che il sierologico, senza un tampone, di per sé vuol dire niente. E poi, di dilemmi con cui fare i conti, tra mascherine e trasporti, la scuola già ne ha. «Iniziare, inizieremo - ragiona Bononi, che è anche referente di plesso -, ma la questione è per quanto tempo andremo avanti».

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