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Ha ucciso la moglie e scrive dal carcere: «Cerco un’amica»

RuggieroLodola
Quando il mondo è delimitato dalle sbarre e da una porta d’acciaio, ogni piccolo gesto di quella che era la vita passata può aiutare a sentirsi ancora uomini e donne, a trovare libertà per la mente.

In carcere, forse ultimo posto al mondo, la lettera cartacea è ancora il collegamento principale con la vita, con la società. E anche un uomo incarcerato per omicidio può desiderare il conforto di una compagnia sia pure solo epistolare, un sorriso scritto sulla pagina.

Ruggiero Lodola, settant’anni, ha scritto al nostro giornale per chiedere di fare da tramite «per una relazione epistolare con persone di sesso femminile che potrebbero essere interessante». Lodola è comparso fugacemente alla ribalta della cronaca un paio d’anni fa, quando uccise la moglie Santina Lodi, coetanea, nel loro appartamento di via Crevacuore.

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