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Il caso

Sette comuni della Valsusa e Valsangone perdono lo status montano: fondi e servizi a rischio

Avigliana, Sant’Ambrogio e altri cinque comuni esclusi dalla legge 131/2025: criteri altimetrici, stop a fondi e agevolazioni

Sette comuni della Valsusa e Valsangone perdono lo status montano: fondi e servizi a rischio

Castello di Avigliana

Il confine della montagna si sposta. Per sette comuni tra la Valsusa e la Valsangone, l’inverno del 2026 si apre con una nuova e difficile realtà amministrativa. Per effetto della Legge 131/2025, Avigliana, Caselette, Villar Dora, Sant’Ambrogio di Torino, Reano, Trana e Sangano hanno perso ufficialmente lo status di “Comuni montani”. Una modifica burocratica che minaccia di svuotare le casse comunali e, di riflesso, i servizi ai cittadini.

La nuova geografia montana non si basa più sulla storia o sulla cultura del territorio, ma su parametri geometrici. Per restare "montani", i comuni devono ora rispettare criteri di altimetria media (superiore ai 500 metri) e pendenze del terreno specifiche. L'intento del Governo è razionalizzare le risorse, concentrandole dove il disagio orografico è estremo. Tuttavia, per i centri di fondovalle o di mezza costa, questa scelta si traduce in un’esclusione che molti sindaci definiscono "miope", poiché ignora il ruolo di questi comuni come "ponti" essenziali tra la pianura e le vette.

L'uscita dall'elenco nazionale comporta la chiusura di diversi rubinetti: niente più accesso prioritario ai finanziamenti europei per le aree interne e fine delle agevolazioni fiscali specifiche, senza le "deroghe montane", diventa molto più difficile evitare l'accorpamento delle classi scolastiche o mantenere attive le linee di trasporto locale meno redditizie. Un altro rischio è l’allontanamento di ambulatori e servizi domiciliari che costringerebbe i residenti a spostamenti più lunghi verso i poli urbani.

La critica più aspra mossa da associazioni come Asmel riguarda l'equità della riforma. Il nuovo sistema, basandosi solo su dati fisici, finisce per confermare i benefici a località turistiche d'élite (come Cortina o Courmayeur), che godono già di economie solide. Al contrario, centri della Valsusa e Valsangone con redditi pro capite più bassi e margini di bilancio risicati vengono privati di strumenti vitali, accelerando potenzialmente il fenomeno dello spopolamento.

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