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I dati

Gioco d'azzardo: a Chieri persi quasi 10 milioni in un anno

A Chieri spesi 9,6 milioni nel 2019 e in Italia 157,4 miliardi nel 2024, i dati e la nuova forma del gioco d'azzardo online

Gioco d'azzardo: a Chieri persi quasi 10 milioni in un anno

A Chieri, l’ultimo dato ufficiale disponibile rappresenta un macigno economico e sociale: 9,6 milioni di euro evaporati in un solo anno, il 2019, nel gioco d'azzardo. Questa cifra non indica il volume totale delle giocate, ma la cosiddetta "spesa", ovvero la perdita netta subita dai cittadini una volta sottratte le vincite. Si tratta del saldo reale che esce dalle tasche delle famiglie per finire nelle casse del sistema gioco.

Se guardiamo al panorama nazionale, lo scenario si fa ancora più imponente: il 2024 ha visto una raccolta complessiva che ha toccato i 157,4 miliardi di euro. Sebbene non siano ancora disponibili statistiche aggiornate al singolo comune di Chieri per l'anno in corso, l'andamento rilevato in tutto il Piemonte evidenzia una pressione in costante aumento, alimentata da una trasformazione radicale del settore.

I 9,6 milioni di Chieri sono il denaro che non torna più indietro. Mentre il dato fisico delle slot machine ha subito una parziale frenata grazie a normative locali più stringenti, la componente digitale ha preso il sopravvento. L'online ha rimescolato le carte, ampliando la platea dei giocatori e rendendo l'azzardo un'attività solitaria, accessibile in ogni momento e, per questo, molto meno visibile agli occhi della società e dei familiari.

Dietro la freddezza delle percentuali si nasconde una realtà fatta di storie ordinarie e, spesso, drammatiche. Il motore di questo meccanismo è la "rincorsa della perdita", un circolo vizioso alimentato da notifiche push e bonus di benvenuto che incentivano il gioco continuo e l'illusione della "prossima giocata vincente", che trasforma l'intrattenimento in ossessione.

La tendenza regionale piemontese indica una chiara mutazione genetica del gioco d'azzardo. Se da un lato le regole su orari e distanze minime dai luoghi sensibili, tra cui scuole, chiese, centri anziani, hanno arginato la diffusione di slot e videolottery fisiche, dall'altro l'azzardo si è riorganizzato nello spazio virtuale. Nelle aree urbane della città metropolitana, la pressione resta altissima: il gioco non è sparito, ha semplicemente cambiato pelle, spostandosi dalle sale ai palmi delle mani.

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