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Il caso

Bus sostitutivi per la tratta Chivasso-Ivrea tra parcheggi fantasma e barriere architettoniche

La sosta in piazzale Ceresa diventa un'odissea per chi paga l'abbonamento, mentre ascensori guasti e assenza di segnaletica isolano i passeggeri con mobilità ridotta

Bus sostitutivi per la tratta Chivasso-Ivrea tra parcheggi fantasma e barriere architettoniche

L'avvio dei lavori di ammodernamento nelle stazioni di Montanaro e Strambino ha comportato, a partire dal 21 febbraio e fino al 26 aprile, la sospensione della circolazione ferroviaria sulla tratta Chivasso-Ivrea. Questo cantiere sta generando pesanti ripercussioni sulla viabilità e sui servizi della città di Chivasso, in particolare presso piazzale Ceresa.

Per ospitare il capolinea dei bus sostitutivi, oltre metà del piazzale è stata interdetta al traffico privato. Questa decisione comporta la riduzione degli stalli disponibili, situazione che sta penalizzando soprattutto i pendolari abbonati, i quali pagano una quota mensile per un servizio di sosta di cui ora non possono usufruire pienamente. La ricerca di posti liberi sta spostando la pressione automobilistica sulle zone limitrofe, congestionando la sosta per residenti e cittadini.

Gli utenti lamentano l'assenza di avvisi preventivi adeguati che avrebbero permesso una migliore pianificazione degli spostamenti.

La gestione del trasporto sostitutivo in piazzale Ceresa presenta gravi lacune: a differenza di quanto avviene regolarmente in stazione, sul piazzale l'assistenza per le persone a ridotta mobilità non è garantita, se non tramite prenotazione con 48 ore di anticipo. In altre località (come Alba), per disagi simili è stato invece previsto un presidio fisso. L'ascensore dei binari 4-5 è fuori servizio da novembre, ostacolando il passaggio verso il binario 6 e il piazzale. Inoltre, l'area bus è priva di percorsi Loges per ipovedenti.

I pendolari sollecitano misure compensative per i titolari di abbonamento, quali sconti sulla tariffa, individuazione di aree di sosta alternative o gratuità temporanee, oltre a richiedere il ripristino immediato degli ascensori e l'attivazione di un servizio di assistenza fisica in loco per le persone con disabilità, eliminando l'obbligo di preavviso di due giorni.

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