Cerca

moncalieri

Sfrattate di casa con il loro cane. «Da un mese dormiamo in strada»

Samuela e Monica non hanno neanche un’automobile in cui ripararsi

Sfrattate di casa con il loro cane. «Da un mese dormiamo in strada»

Sfrattate di casa con il loro cane. «Da un mese dormiamo in strada»

Dormire all'aperto, con il freddo che gela le ossa e pochi ripari improvvisati per passare la notte: è la realtà di Samuela, 39 anni, e Monica, 60, da un mese costrette a vivere per strada a Moncalieri insieme al loro cagnolino di 11 anni, Pongo, dopo essere state sfrattate per morosità dal loro precedente appartamento in corso Roma.

Più di trenta giorni trascorsi spostandosi tra una zona e l'altra della città, alla ricerca di un pasto, di un bagno e di un po' di sicurezza, in un'area che di notte può risultare particolarmente pericolosa per due donne. Subito dopo lo sfratto, avvenuto lo scorso 18 febbraio, i servizi sociali hanno provato a trovare soluzioni temporanee, ma gli alloggi disponibili sono pochi e le richieste di emergenza abitativa sono troppe tra Torino e provincia. «Al momento stiamo vivendo letteralmente in mezzo a una strada, non abbiamo nemmeno un'auto per ripararci - racconta Samuela -. Abbiamo ricevuto una sola chiamata finora, che ci ha dato un po' di speranza per l'assegnazione di un appartamento a Torino, ma non c'è ancora nulla di certo. In strada fa freddo e abbiamo paura».

La coppia ha fatto domanda per emergenza abitativa subito dopo lo sfratto, con Isee a zero, e il Comune conferma che hanno diritto a una casa dalla graduatoria. Purtroppo, i casi sono tanti, e per Samuela e Monica non è stato trovato spazio nemmeno presso qualche struttura provvisoria. «Non abbiamo nessuno in grado di ospitarci - spiega Samuela -. Io sono cresciuta con i miei nonni, e Monica con suo padre, ma ormai sono mancati tutti. Lo sfratto è arrivato dopo che ho perso il lavoro, e pagare l'affitto era diventato impossibile. Abbiamo provato in tutti i modi a trovare un'occupazione, ma non ci siamo riuscite».

Le giornate scorrono tra portici, panchine e spostamenti continui, con il solo aiuto di un'anziana della zona che di tanto in tanto prepara loro qualcosa da mangiare. «Siamo davvero al limite - dicono -. Non possiamo fare altro che chiedere aiuto».

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.