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L'iniziativa

"Il silenzio è complicità": al des Ambrois di Oulx un testimone di giustizia racconta la lotta alla 'ndrangheta

In occasione della Giornata nazionale delle vittime di mafia, Antonino Bartuccio ha incontrato gli studenti: "Non servono eroi, servono cittadini che non abbassano lo sguardo"

"Il silenzio è complicità": al des Ambrois di Oulx un testimone di giustizia racconta la lotta alla 'ndrangheta

All'Istituto des Ambrois di Oulx venerdì 20 marzo un auditorium pieno di studenti ha ascoltato la testimonianza di Antonino Bartuccio, testimone di giustizia contro la 'ndrangheta, a un giorno dalla Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

La storia di Antonino Bartuccio

Commercialista ed ex sindaco di Rizziconi, Bartuccio ha ripercorso la propria vicenda personale e istituzionale, raccontando il prima e il dopo di una decisione che ha cambiato la sua vita: quella di denunciare le pressioni e le intimidazioni della criminalità organizzata. Le sue parole hanno evitato qualsiasi tono epico. Ha spiegato che la sua scelta di denunciare non era nata da un atto di coraggio improvviso, ma da una ferita profonda. Quella ferita aveva un nome preciso: Francesco Inzitari, ucciso nel 2009 a soli diciotto anni in una vendetta trasversale diretta contro suo padre. Da quel momento la consapevolezza era diventata netta: il silenzio non era mai neutrale, il silenzio era complicità.

Il dovere quotidiano, non l'eccezione eroica

Bartuccio ha chiesto espressamente di non essere chiamato eroe, sostenendo che gli eroi non servono a nulla e che invece servono cittadini capaci di non abbassare lo sguardo. Ha parlato anche della vita sotto protezione come conseguenza naturale di una decisione tutto sommato lineare: schierarsi apertamente con lo Stato. La vera fatica, ha lasciato intendere, non è quella. È continuare a distogliere lo sguardo, accettare la zona grigia, rimandare di giorno in giorno il momento in cui si decide di parlare.

La scuola come spazio di cittadinanza attiva

La riuscita dell'incontro deve molto anche alla comunità educante che lo ha promosso. Fabrizio Didona, docente responsabile della funzione cittadinanza del des Ambrois, ha sottolineato che l'incontro si era rivelato un momento di grande valore formativo e umano, e che grazie alla testimonianza di Bartuccio era stato possibile comprendere più a fondo cosa significasse davvero contrastare la criminalità organizzata, non solo attraverso le istituzioni ma anche attraverso le scelte quotidiane di ciascuno. In sala erano presenti anche la sindaca di Bardonecchia, Chiara Rossetti, e il vicesindaco di Susa, Giorgio Montabone: non come semplice cornice istituzionale, ma come segnale concreto di una convergenza tra scuola e amministrazioni locali su un terreno comune. Quando accade, l'educazione civica smette di essere una materia e diventa una pratica.

Una scelta che si rinnova ogni giorno

Bartuccio ha concluso osservando che se tutti, nel quotidiano e nel proprio piccolo, avessero il coraggio di dire no alle intimidazioni, alle prepotenze e alle ingiustizie, non ci sarebbe bisogno di gesti clamorosi. Ha aggiunto che la legalità non è un concetto astratto, ma una scelta che si rinnova ogni giorno nelle azioni più semplici, e che è proprio da lì che nasce la vera libertà.

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