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la sentenza

Carceri, a Ivrea otto agenti della penitenziaria condannati per falso

Antigone: «I giudici hanno riconosciuto che le documentazioni prodotte dagli agenti condannati, che riferivano di cadute e incidenti accidentali, erano false»

Il carcere di Ivrea

Il carcere di Ivrea

Sono otto gli agenti della polizia penitenziaria del carcere di Ivrea condannati per falsità in atti, con pene di un anno e sei mesi (a eccezione di un agente condannato a un anno e otto mesi), nell'ambito di un procedimento per violenze. Ad affermarlo è Antigone in una nota in cui spiega che «i giudici hanno riconosciuto che le documentazioni prodotte dagli agenti condannati, che riferivano di cadute e incidenti accidentali, erano false e servivano in realtà a coprire condotte violente avvenute ai danni di persone detenute nell'istituto penitenziario. Per gli autori delle violenze, accusati di lesioni in quanto all'epoca della contestazione non era ancora presente il reato di tortura, è intervenuta la prescrizione».

«Una sentenza importante perché conferma ciò che avevamo denunciato, ovvero che nel carcere di Ivrea erano avvenute violenze contro alcune persone detenute», spiega Simona Filippi, avvocato e responsabile del contenzioso di Antigone. «In più arriva al termine di una vicenda processuale molto lunga, partita nel 2016 con un esposto di Antigone e portata avanti in collaborazione con il Garante comunale delle persone detenute di Ivrea e con l'avvocata Benedetta Perego in rappresentanza di alcune vittime».

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