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AGRICOLTURA

Peste suina, l'UE revoca le restrizioni in Piemonte: ridotte le zone rosse

Via i divieti in gran parte della regione dopo i successi nella lotta al virus.

La porcilaia contestata approda al Tar ma intanto in paese ne "spunta" un’altra

Una svolta attesa da oltre quattro anni che ridà speranza a uno dei comparti più importanti della nostra economia. Il Comitato Salute della Commissione Europea ha approvato all’unanimità la rimozione delle restrizioni per la Peste Suina Africana (PSA) in vaste aree del Piemonte e della Lombardia. La decisione, accolta con entusiasmo da Confagricoltura, premia il rigore della relazione tecnica presentata dal commissario straordinario Giovanni Filippini e segna l'inizio di una nuova fase per gli allevatori.

Il nuovo regolamento ridisegna la mappa del rischio. Escono ufficialmente dalla "Zona di restrizione 2" le province di Novara e Vercelli, ma soprattutto la porzione delle province di Alessandria e Asti situata sopra l'asse autostradale della A21 Torino-Piacenza. Per le aziende suinicole che gravitano intorno all'area metropolitana di Torino, questo significa la fine di blocchi commerciali che pesavano gravemente sui bilanci dal lontano 2021, anno dei primi casi accertati tra i cinghiali.

Il piano per i prossimi mesi è ambizioso: è prevista l'attuazione di un programma straordinario di depopolamento che punta all'abbattimento di 41.000 cinghiali solo in Piemonte tra maggio 2026 e aprile 2027. La sorveglianza passiva e la ricerca delle carcasse continueranno senza sosta per evitare che il virus possa riaffacciarsi e bloccare nuovamente la filiera.

La revoca delle restrizioni non è solo una vittoria sanitaria, ma un potente segnale per i mercati internazionali. La qualità delle carni piemontesi può finalmente tornare a circolare con minori vincoli, ridando ossigeno a un settore che ha vissuto anni di profonda apprensione. Il ritorno alla normalità per il comparto suinicolo rappresenta un tassello fondamentale per la tenuta del sistema agroalimentare d'eccellenza.

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