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02 Aprile 2026 - 13:04
Zoom Torino ha tre nuove star: ecco le sorelle capibara, i roditori più grandi del mondo
Il bioparco Zoom Torino di Cumiana ha delle nuove star: tre giovani sorelle di capibara, simpatici roditori divenuti molto popolari negli ultimi anni sul web grazie all’inconfondibile espressione di imperturbabile calma che li ha portati a essere protagonisti di foto, video e degli immancabili meme.
Ma oltre la popolarità, la scienza fotografa un animale dalla socialità complessa, che abita ecosistemi tra i più fragili al Mondo, dove dipende dalla presenza costante di acqua per termoregolarsi, alimentarsi e trovare rifugio. Si tratta del roditore più grande della Terra, che al bioparco Zoom ha trovato un nuovo habitat costruito ad hoc per le sue esigenze, ricco di zone d’ombra e con un ampio corso d’acqua in cui scegliere di nuotare. Una nuova specie che suggella l’adesione del bioparco piemontese alla campagna europea “Wetlands for Life”, dedicata alla tutela delle zone umide. Ecosistemi che negli ultimi decenni, hanno subito una perdita di più del 20% a livello globale.
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«Le tre sorelle - spiega Camillo Sandri, direttore zoologico del bioparco Zoom Torino - arrivano da un parco zoologico nel sud della Svezia e hanno affrontato un viaggio di oltre 2.100 chilometri, nell’ambito del programma europeo di conservazione della specie dell’Associazione Europea degli Zoo e degli Acquari (EAZA). Dopo i primi giorni di ambientamento, hanno iniziato subito ad esplorare il loro nuovo reparto e siamo tutti in attesa di vederle immergersi per il loro primo bagno». Tra i fiumi, le paludi e le aree stagionalmente allagate dal Venezuela all’Argentina, questa specie abita ecosistemi tanto fondamentali per la biodiversità quanto tra i più esposti alle trasformazioni legate all’espansione agricola e agli effetti dei cambiamenti climatici. Qui il capibara è un grande pascolatore - non a caso il nome, nella lingua guaraní, significa proprio “mangiatore d’erba” - e detiene il primato delle dimensioni tra i roditori, con i maschi che arrivano fino a 90 chilogrammi di peso e sfiorano il metro e venti di lunghezza. «Dal corpo massiccio e compatto – conclude Sandri – il capibara è perfettamente adattato alla vita semi-acquatica. Ha infatti occhi, orecchie e narici posizionati sulla sommità della testa, una caratteristica che gli consente di restare in acqua anche per diverse ore, mantenendo il controllo dell’ambiente circostante. Un equilibrio strettamente legato a ecosistemi oggi sempre più a rischio, che registra alcune delle perdite più repentine proprio in America Latina».
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