l'editoriale
Cerca
sicurezza in corsia
08 Aprile 2026 - 09:34
Si riaccende con forza il dibattito sulla sicurezza all’ospedale di Ciriè, teatro di due gravissimi episodi di violenza che hanno colpito il personale sanitario nell’arco di pochissimi giorni. La sequenza di eventi ha destato profonda preoccupazione tra i lavoratori della struttura, evidenziando una vulnerabilità ormai insostenibile all'interno dei reparti.
Il primo episodio si è consumato nel pomeriggio del 31 marzo presso il Dipartimento di Emergenza e Accettazione. Un professionista sanitario, chiamato per una consulenza specialistica, è stato improvvisamente aggredito da un uomo che lo ha strattonato con forza e afferrato per il collo. Solo la prontezza dei colleghi presenti, che sono intervenuti immediatamente per separare l'aggressore dalla vittima, ha evitato che lo scontro fisico portasse a conseguenze fisiche ben più gravi.
Nemmeno una settimana dopo, nella notte del 4 aprile, la violenza è tornata a manifestarsi nei pressi del reparto di Radiologia. In questo secondo caso, un individuo ha dato in escandescenze danneggiando le strutture dell'ospedale e mandando in frantumi i vetri delle teche degli estintori. L'atto vandalico ha generato il panico tra il personale in servizio e i pazienti che in quel momento si trovavano nell'area, rendendo necessario l'intervento urgente dei carabinieri della compagnia di Ciriè insieme ad altre unità di supporto.
Nonostante l'arrivo delle forze dell'ordine, gli operatori hanno espresso forte amarezza per l'impossibilità di procedere con un arresto immediato. Marco Boccacciari, referente sindacale Nursing Up per l’Asl To4, ha spiegato come il concetto di "flagranza di reato" finisca spesso per paralizzare gli interventi: se l'atto violento si è già esaurito al momento dell'arrivo della pattuglia, i sanitari restano privi di tutele immediate. Questa condizione di impotenza normativa viene percepita come un cortocircuito inaccettabile, che lascia chi lavora in una condizione di estrema vulnerabilità proprio nei luoghi di cura.
La richiesta che emerge con forza dai fatti di Ciriè è la fine della "solidarietà postuma". Claudio Delli Carri, segretario regionale di Nursing Up, ha ribadito la necessità di protocolli di sicurezza molto più rigidi e di una presenza costante di presidi di sorveglianza. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, non è tollerabile che il front-office della sanità pubblica diventi una zona franca dove le aggressioni restano impunite e dove gli operatori debbano temere quotidianamente per la propria incolumità fisica.
I più letti
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
CronacaQui.it | Direttore responsabile: Andrea Monticone
Vicedirettore: Marco Bardesono Capo servizio cronaca: Claudio Neve
Editore: Editoriale Argo s.r.l. Via Principe Tommaso 30 – 10125 Torino | C.F.08313560016 | P.IVA.08313560016. Redazione Torino: via Principe Tommaso, 30 – 10125 Torino |Tel. 011.6669, Email redazione@torinocronaca.it. Fax. 0116669232 ISSN 2611-2272 Amministratore unico e responsabile trattamento dati e sicurezza: Walter Altea
Registrazione tribunale n° 1877 del 14.03.1950 Tribunale di Milano
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo..