Una sorta di "Dallas" ambientato in Toscana, con due famiglie rivali produttrici di vino. Una storia di potere, denaro, amori, rancori, segreti, delitti e misteri. Ecco le "Tre rose di Eva", fiction in 12 puntate dirette da Raffaele Mertes e Vincenzo Verdecchi, in onda da stasera in prima serata su Canale 5. Protagonisti, Anna Safroncik (Aurora Taviani) e Roberto Farnesi (Alessandro Monforte), che spiega: «La storia comincia con l'uscita dal carcere della ventiseienne Aurora Taviani, che ha scontato ingiustamente otto anni con l'accusa di aver ucciso Luca Monforte ( Ma rio Lucarelli), padre dell'ex fidanzato Alessandro Monforte e amante di sua madre, Eva Taviani ( Barbara De Rossi), scomparsa proprio il giorno della morte di Luca e da tutti considerata deceduta, nonostante non si sia mai trovato il cadavere». E la Safroncik aggiunge: «Per Aurora sarà molto difficile e faticoso tornare a vivere a Villalba, dove decide di ristrutturare Primaluce, il piccolo podere di famiglia dismesso dopo la sua condanna e pesantemente gravato dai debiti. Circondata dalla collettiva ostilità, all'inizio potrà contare solo sull'ap poggio di son Riccardo ( Ka spar Capparoni), fratello maggiore di Alessandro e parroco del paese, da sempre convinto della sua innocenza. Persino le due sorelle, Marzia ( Karin Proia) e Tessa ( Giorgia Wurth), la riterranno a lungo implicata nell'omicidio. Ma la situazione è destinata a cambiare, tra innumerevoli colpi di scena...».
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Come è stato calarsi nei panni di Aurora? Safroncik: «Emozionante, ma molto difficile perché è un personaggio realistico in cui mi sono profondamente immedesimata. Aurora è forte, passionale, concreta. Pur avendo sofferto molto, è romantica, ha fiducia nell'amore ed è mossa da valori forti. Per questo è un personaggio che trasmette fiducia, speranza e positività ». E di Alessandro Monforte? Farnesi: «Stimolante e interessante ». Avete qualcosa in comune con il vostro personaggio? Safroncik: «La determinazione e la forza nell'affronta re la vita: non ci abbattiamo mai». Farnesi: «Nulla: siamo molto lontani. Fortunatamente io posso contare su una famiglia molto unita e non ho alle spalle vicende travagliate come le sue, anche se ho perso mio padre quando ero un ragazzo. In comune abbiamo solo la passione per il buon cibo e per il buon vino: Alessandro Monforte è un produttore vinicolo, mentre io lo scorso dicembre ho aperto con due soci un ristorante specializzato in carne, sull'Aurelia vicino a Pisa». Come trascorre il suo tempo libero? «Safroncik: «Ho un debole per la fotografia e per i video: appena posso scatto ritratti e ultimamente mi sto avvicinando alla regia. E poi, amo sciare e camminare in montagna, il luogo dove più mi sento libera e che maggiormente mi ricorda la casa ( è nata a Kiev, ndr). D'estate, invece, mi piace praticare sub e vivere da vicino il mondo dei pesci». Farnesi: «Abito davanti a un bosco vicino a Viareggio, adoro montare a cavallo e camminare a contatto con la natura. E poi, mi garba andare a mangiare fuori casa, leggere e vedere film. Sono tanto patito di cinema che a volte in una serata vedo anche due pellicole di fila». Il suo sogno da realizzare? Safroncik: «Nel futuro più prossimo mi piacerebbe interpretare una commedia romantica. Più in generale, vorrei essere ancora più impegnata come attrice, anche al cinema e in teatro. Il bello dell'artista è che può sempre migliorare: per questo continuo a seguire corsi e ambisco a crescere di giorno in giorno. Infine, mi auguro di sviluppare il mio interesse per la regia, ma senza fretta, è un obiettivo che si conquista con il tempo». Farnesi: «Alternare piccolo e grande schermo, perché il cinema ti permette di fare un lavoro più approfondito sul personaggio. Il problema è conciliare tutto: dovrei prendermi un anno sabbatico. Detto questo, piuttosto che interpretare un brutto film, preferisco recitare in una bella fiction che regali popolarità ».
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