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15 Dicembre 2022 - 08:40
Un piemontese alla corte di Eduardo De Filippo: Francesco Amato, regista nato a Torino e cresciuto a Bra, passato al cinema con successo grazie a “18 regali” e poi affermatosi sul piccolo schermo con la serie “Imma Tataranni”, ha diretto una nuova versione del capolavoro del teatro napoletano “Filumena Marturano”, che andrà in onda in prima visione martedì 20 dicembre in prima serata su Rai1. È la storia di una donna con un passato da “malafemmina” che combatte per la conquista della sua dignità di moglie e di madre.
«Sono cresciuto in provincia di Cuneo, famosa a Napoli solo per i trascorsi militari di Totò», spiega Amato. «Non bevo caffè, non sono scaramantico e tifo per la Juventus: quando mi hanno proposto questo progetto e mi hanno chiesto se mi incuriosisse l’idea di realizzarla ho dovuto trovare una buona ragione per accettare e l’ho trovata nel mio amore per gli attori».
Protagonista assoluta, accanto a Massimiliano Gallo nel ruolo di Domenico Soriano, è Vanessa Scalera nei panni di Filumena Marturano: entrambi sono il motore di “Imma Tataranni”. «Non ho mai avuto dubbi a scegliere loro due, che non solo sono bravissimi ma ormai sono anche amici. Abbiamo avuto lunghe settimane di prove per costruire i loro ruoli, una preparazione non solo artistica ma anche fisica, per cui sapevamo bene cosa dovevamo fare ed eravamo in grado di cogliere meglio le singole emozioni».
Su questa figura straordinaria di donna Amato ha lavorato raccontando anche quello che accade al di fuori del testo teatrale. «Per costruire questa fiction abbiamo usato ovviamente la commedia originale ma anche l’adattamento scritto dallo stesso Eduardo negli anni ’50, in modo da scorporare l’impostazione teatrale trasformandola in linguaggio cinematografico e televisivo».
Dopo “Natale in Casa Cupiello” e “Sabato Domenica e Lunedì”, la collezione De Filippo che la Rai ad ogni Natale arricchisce questa volta punta su un personaggio che è uno dei più noti della storia del teatro italiano, interpretato da ottime attrici a cominciare da Titina De Filippo, sorella di Eduardo, per cui era stato inizialmente scritto. «Nella mia visione solo Vanessa oggi poteva fare Filumena», confida il regista torinese. «Non si è ispirata a Titina, né alla Loren, né alla Bianchi o alla Melato. Ha fatto la sua Filumena. Non ce lo siamo mai detti ma rivedendola a film finito credo l’abbia fatta come l’avrebbe fatta la Magnani».
Anche Vanessa Scalera confessa l’emozione per questo lavoro: «Sono passata dalla paura alla felicità, il ruolo è stato di grandi colleghe del passato. Mi ha aiutato molto la presenza di Francesco, mi ha dato la giusta fiducia per potercela fare: il viaggio è stato molto più facile».
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