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Cairo inseguito e insultato a Superga

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 Contestato anche il 4 mag­gio. Urbano Cairo non trova pace nemmeno a Superga e rischia il linciaggio nel giorno che celebra i 62 anni dalla tragedia nella quale perirono gli Invincibili del Grande To­rino. Il patron è stato preso di mira da un gruppo di tifosi, che lo ha inseguito al suo arri­vo nel percorso verso l'ingres­so della basilica e gli ha poi riservato una contestazione ancora più dura dal passaggio che ha portato la squadra dalla lapide al pullman. «La gente del Toro è diversa da chi con­testa a Superga e per questo era giusto esserci», ha com­mentato in serata Cairo.
TENSIONE ALL'ARRIVO
Superga, in un insolito 4 mag­gio soleggiato, si è riscoperta blindata. Sette camioncini di polizia e carabinieri hanno so­stato sul piazzale: circa 60 agenti, oltre a una decina di digos, hanno blindato il Colle. Il pullman della squadra è ar­rivato verso le 16,40: i tifosi più "caldi" non si aspettavano di trovarci su Cairo, ma l'edi­tore non ha voluto mancare al l'appello, dopo l'ass en za forzata dell'anno scorso. Qui si sono scatenati i primi cori, mentre il presidente - scortato da una decina di agenti - è riuscito ad entrare nella basi­lica senza essere colpito se non da parole e insulti di ogni tipo.

 
L'articolo di Andrea Scappazzoni su CronacaQui in edicola il 5 maggio

 
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