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la decisione
19 Gennaio 2026 - 20:35
Cristiano Ronaldo (foto: Depositphotos)
Cristiano Ronaldo ha vinto. Non un altro dei suoi innumerevoli trofei, bensì la causa legale contro la sua ex squadra italiana, la Juve: il fuoriclasse portoghese (attualmente in forza all’Al-Nassr, compagine del campionato arabo) non dovrà infatti restituire i circa 9,8 milioni di euro ricevuti durante il periodo del Covid e il club bianconero dovrà anche risarcire le spese di lite per l'appello, per circa 50mila euro. A deciderlo è stato il giudice del lavoro di Torino, che ha dato ragione a Cr7 confermando il lodo arbitrale. In ogni caso, questa decisione non peserà sul bilancio attuale della Juve, anche perché le cifre si riferiscono a quasi due anni fa, all'aprile del 2024.
La querelle giudiziaria tra Cristiano Ronaldo e i bianconeri risale ai tempi della pandemia (la disputa riguarda i compensi arretrati della stagione calcistica 2020/2021, in pieno periodo Covid) con la Juve che chiedeva l'annullamento del lodo in cui gli arbitri Gianroberto Villa, Roberto Sacchi e Leandro Cantamessa riconobbero che la società dovesse pagare a Ronaldo al lordo, e non al netto, alcune mensilità di stipendio non ricevute dal calciatore a causa della manovra stipendi durante la pandemia. Adesso il lodo arbitrale è stato integralmente confermato con il riconoscimento a Ronaldo di un risarcimento di circa 10 milioni di euro, oltre ad interessi e rivalutazione. A questo punto, negli uffici della Continassa si sta valutando, insieme ai legali, la possibilità di appellare la decisione. «Con una sentenza di ampio respiro argomentativo, il giudice ha ritenuto infondate tutte le censure sollevate dal club e ha ribadito la corretta applicazione dei principi civilistici in materia di responsabilità precontrattuale e tutela dell’affidamento. Ronaldo aveva accettato di rinunciare temporaneamente a parte del suo stipendio durante la pandemia, ma la Juve non ha rispettato i patti, violando la fiducia del campione portoghese», dichiarano gli avvocati di Cr7, John Shehata, Emanuele Lucchini Guastalla, Fabio Iudica e Paola Tradati. «La sentenza rappresenta un precedente di rilievo per il diritto del lavoro sportivo, riaffermando che le esigenze economico-organizzative dei club - prosegue il team dei legali del campione - non possono giustificare condotte idonee a frustrare l’affidamento legittimamente ingenerato negli atleti, né a comprimere diritti patrimoniali già maturati». Per Cr7, che in Arabia punta ai mille gol in carriera, una vittoria lontano dai campi.
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