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Due poltrone per due

Palazzo Madama e il Museo di Arte Orientale di Torino in cerca di un nuovo direttore

I bandi di Fondazione Musei dedicati alle due figure si chiuderanno il 30 marzo: ecco come parteciparvi

Musei

Palazzo Madama e Mao

Si sono aperte in queste ore e si chiuderanno alle 12 in punto del 30 marzo 2026 le candidature per la posizione di direttore per Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica e per il Mao, Museo di Arte Orientale, entrambi parte della Fondazione Torino Musei.

Da quanto si evince nell'avviso pubblico: le selezioni mirano a individuare candidature di elevato profilo, caratterizzate da comprovate competenze scientifiche, gestionali e manageriali, adeguate a operare all’interno di istituzioni culturali complesse e articolate, impegnate nella gestione di beni culturali di natura pubblica e nell’impiego di risorse pubbliche.

Gli incarichi delle nuove Direzioni avranno durata quadriennale, con decorrenza a partire dal 2027, secondo quanto previsto dagli avvisi di selezione. Le candidature saranno valutate da una Commissione di valutazione appositamente nominata. L’esito delle procedure selettive sarà reso pubblico attraverso i canali istituzionali della Fondazione.

Oltre alle capacità di collaborazione, integrazione e coordinamento ai candidati si richiede: la capacità di garantire l’implementazione del Piano strategico verticale di ogni Museo, contribuendo alla sua integrazione nella pianificazione complessiva della Fondazione (L’avviso completo e tutte le informazioni sono disponibili sui siti https://www.fondazionetorinomusei.it  https://www.palazzomadamatorino.it/it/ e https://www.maotorino.it/).

Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica

Attualmente diretto da Giovanni Carlo Federico Villa, situato in Piazza Castello nel cuore di Torino e sito patrimonio mondiale Unesco, rappresenta un unicum nel panorama nazionale ed europeo, riassumendo in sé oltre duemila anni di stratificazioni storiche e architettoniche perfettamente integrate e tuttora funzionali. Dalla Porta Decumana di epoca romana al castello medievale degli Acaia, dallo Scalone juvarriano, capolavoro del Barocco europeo, alla Sala del Senato del Regno, che ospitò nel 1848 la seduta inaugurale del Parlamento Subalpino, il Palazzo è luogo simbolo dell’identità storica e civile di Torino e dell’Italia. Dal 1934 il Palazzo ospita le collezioni civiche torinesi di arte antica e arti decorative, con un patrimonio di oltre 80.000 opere dall’epoca romana all’Ottocento, tra cui capolavori quali il Ritratto d’uomo di Antonello da Messina e le Ore di Torino-Milano, unico manoscritto miniato attribuito a Jan van Eyck. Il percorso museale si sviluppa su quattro livelli secondo un itinerario cronologico che attraversa il Medioevo, il Rinascimento e l’età barocca, fino a una delle più importanti raccolte europee di arti decorative, ed è affiancato da spazi dedicati alle mostre temporanee nella Sala del Senato e nella Corte Medievale.

Il Mao Museo d’Arte Orientale

Attualmente diretto da Davide Quadrio, è uno dei più importanti musei in Italia e tra i maggiori in Europa dedicati alla conoscenza, allo studio e alla valorizzazione dell’arte e delle civiltà orientali.

Inaugurato nel 2008 e ospitato in Palazzo Mazzonis, con un patrimonio di oltre 2.200 opere databili dal IV millennio a.C. al XX secolo, il Museo si configura come un punto di riferimento per la ricerca, la conservazione e la divulgazione delle culture artistiche dell’Asia, svolgendo un ruolo centrale nel dialogo tra tradizioni culturali diverse e nel confronto interculturale.

Il percorso espositivo permanente offre un ampio panorama delle arti delle antiche culture asiatiche ed è articolato in cinque gallerie che presentano opere dell’Asia meridionale e del Sud-est asiatico, la più importante collezione di arte funeraria cinese presente in Italia, testimonianze di arte giapponese religiosa e profana, opere della regione himalayana e una significativa collezione di arte islamica. Questa articolazione consente una lettura complessiva e approfondita delle principali aree culturali dell’Asia, valorizzandone la complessità storica, religiosa e formale.

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