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LA MOSTRA
18 Marzo 2026 - 06:56
Bolidi + strada / Racing Cars + Road, 1933 , Giovanni Korompay
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A folgorarlo sulla via del Futurismo fu una conferenza di Filippo Tommaso Marinetti cui assistette nel 1922, a soli 18 anni. In seguito a quell’incontro Korompay dipinse “Rumore di locomotiva”. Quella locomotiva in movimento con le ruote dentate e ingranaggi, che si staglia contro un cielo in parte cupo e che esprime la potente accelerazione della macchina, è la prima opera futurista del pittore veneziano e lo pone di diritto nel novero degli artisti che raccolsero l’eredità di Boccioni e Carrà e a questa diedero nuova linfa. “Rumore di locomotiva” è tra le opere in mostra nella rassegna “Giovanni Korompay. Un’antologica” che si inaugura sabato 28 marzo nelle sale della Wolfsoniana ai Musei di Nervi a Genova Nervi (rimarrà allestita fino al 1° novembre). È dedicata a uno dei principali esponenti del “secondo Futurismo” la mostra organizzata da Wolfsoniana - Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Genova, in collaborazione con la Fondazione Giovanni Korompay di Rovereto e curata da Alex Casagrande, Matteo Fochessati, Franco Tagliapietra e Anna Wyazemtseva.
Provengono dalle raccolte del museo, dalla collezione degli eredi e da importanti musei e istituzioni italiane le opere di questo pittore, incisore, scultore (1904-1988) che fu amico di Marinetti, Prampolini, Depero, Crali, Mondrian. Un artista il cui orizzonte creativo, pur nell’ambito del Futurismo, non si è mai incanalato in un’unica corrente ma ha spaziato dal dinamismo futurista di Balla al cubismo di Delaunay, con influenze surrealiste e sviluppi verso l’astrattismo. Sempre con esiti personalissimi. Ne sono esempi le prime sperimentazioni plastiche, come “Cantiere navale” (1930), “Carro armato” (1934); gli scorci di paesaggio, catturati dalla carlinga dell’aereo, che connotano le due note tavole in mostra del 1935 e del 1936 (quest’ultima, esposta alla XX Biennale di Venezia, della Collezione Wolfsoniana), le sue aeropitture caratterizzate da una rigorosa sintesi compositiva, come i due olii “Atmosfera marina” (1938) e “Aeropittura (aerofemmina)” della fine degli anni Trenta.

La mostra di Genova segue di quasi 50 anni quella che si tenne alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna nel 1979, curata da Franco Solmi. L’intenzione, spiegano dal Palazzo Ducale genovese, è «proporre una nuova e aggiornata rilettura dell’opera di Korompay», ricostruendone le diverse fasi espressive e mettendo in evidenza la sua adesione al fenomeno dell’aeropittura e gli esiti astrattisti della sua ricerca nel dopoguerra (info: https://palazzoducale.genova.it/mostra/giovanni-korompay/).
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