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Per sempre sì

Dalla Pinacoteca Agnelli ai castelli: i luoghi e le tendenze dei torinesi per le nozze perfette

A tu per tu con Fabrizio Bocca, a capo della della Pop Up Location WoW: «E presto matrimoni al Le Roi»

Il Castello della Rovere

Il Castello della Rovere a Vinovo

Se l'Istat segnala un calo dei matrimoni a livello italiano (2023-2024) pari al 6 per cento circa, Torino va controcorrente registrando, invece, la stessa cifra percentuale ma in positivo.

Sempre secondo i dati dell'Istituto nazionale di statistica, infatti, i “sì” sotto la Mole sono passati, nello scorso biennio, da 1.340 a 1.418 e, con l'arrivo della bella stagione, è tutto pronto per l'inizio delle cerimonie che raggiungeranno il culmine soprattutto nei mesi di giugno e di settembre. Ma, quali sono le tendenze per il 2026? Cosa amano mangiare gli sposi? Come desiderano vivere la propria festa? E soprattutto: in quale location?

Per avere risposte il più esaustive possibile e complete, abbiamo parlato con il “boss” delle cerimonie torinesi, Fabrizio Bocca, a capo della Pop Up Location WoW, realtà leader nell'organizzazione di eventi tailor-made a Torino e dintorni che gestisce una quindicina di location molto particolari, ideali per coronare il proprio sogno d'amore.

Si va dai classici castelli come quello della Rovere, la Rocca di Arignano, il castello di Montà d'Alba a location quali il Mauto, la sala Le Roi, la Pinacoteca Agnelli, Palazzo Saluzzo Paesana, Palazzo Barolo.

Ma davvero ci si sposa anche in un museo?

«Certo, tutto è possibile oggi, le richieste sono le più disparate. Abbiamo organizzato tantissimi matrimoni, per esempio, alla Pinacoteca Agnelli, complice la Pista del Lingotto con vista su Torino, ma nulla ci vieta di farne anche al Mauto e al Le Roi. Abbiamo preso da poco la storica sala da ballo per gli eventi, ma sono sicuro che, data la bellezza del locale architettato da Carlo Mollino, sarà gettonatissima. Così come lo sono le sale auliche di Palazzo Saluzzo Paesana, di Palazzo Barolo, di Palazzo Ceriana Mayneri, sede del Circolo della Stampa».

Qual è la tendenza del matrimonio 2026?

«È una tendenza che si ripete da qualche anno, ormai, e che sta nel voler divertirsi e far divertire i propri ospiti. Il giorno delle nozze è vissuto sempre di più dalle coppie torinesi come un'esperienza che deve essere indimenticabile, gli sposi vogliono lasciare un ricordo indelebile. Le nozze non sono più quelle lunghe giornate da trascorrere con le gambe sotto il tavolo ma, al contrario, sono diventate un appuntamento composto da tanti momenti diversi».

Il più importante?

«Il rito, di sicuro. Spesso, dopo il “sì” in Comune o in chiesa, ci viene chiesto di riproporre il rito in maniera simbolica nella location scelta per la festa».

Quando ci si sposa a Torino?

«Il mese più gettonato è certamente settembre, per noi sarà un Armageddon. La bella stagione, tra giugno e ottobre, è, in generale, quella più richiesta. Così come i giorni speciali come Capodanno o la notte di Halloween, tanto per tornare al discorso di feste indimenticabili».

Non si può parlare di matrimoni, senza approfondire il discorso del banchetto: cosa vogliono sulla loro tavola i torinesi?

«Le coppie di Torino sono tra le più esigenti in quanto a buon cibo legato alla tradizione del proprio territorio e al giusto rapporto tra momento buffet e placé, ossia a tavola, con una maggiore predilezione per il primo».

Ci spieghi.

«La tendenza è quella di cercare di dilatare sempre di più il momento dell'aperitivo a buffet rispetto al pranzo o alla cena seduti a tavola. Il motivo è, ovviamente, legato a una festa che, come si diceva, vuole essere sempre più leggera e divertente in modo da non annoiare gli ospiti. Non è raro, inoltre, che i clienti optino addirittura per una cena completamente in piedi».

Infine, non c'è festa senza musica.

«Per la maggiore vanno i dj set studiati a seconda dei gusti degli sposi con una prevalenza di musica elettronica».

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