TERRITORIO

In Piemonte c'è una finestra naturale che guarda negli occhi il Re di Pietra

Tra architetture in pietra, cultura alpina e una vista mozzafiato sulla vetta più iconica delle Alpi

In Piemonte c'è una finestra naturale che guarda negli occhi il Re di Pietra

C’è un momento, arrivando alle mèire Durandini, in cui l’istinto suggerisce solo il silenzio. Davanti, la sagoma scura del Monviso domina l’orizzonte; alle spalle, il borgo di Ostana, un modello di rinascita alpina fatto di baite in pietra e cultura occitana viva. Da qui parte uno dei sentieri più spettacolari del Parco del Monviso, un balcone naturale che guarda dritto in faccia il "Re di Pietra".

Il territorio di Ostana, sulla sponda sinistra della Valle Po, è un punto di riferimento per chi cerca la montagna autentica. Le borgate sono state restaurate rispettando le proporzioni antiche e i tetti in lose, integrando nuovi centri culturali come Lou Pourtoun senza intaccare l'armonia del paesaggio. L’itinerario verso la Punta Selassa (2037 m) si inserisce in questo contesto curato, offrendo un dislivello di circa 700 metri tra pascoli e crinali panoramici.

Il percorso inizia dal parcheggio delle Durandini (1622 m). Dopo aver toccato il Pion da Charm, primo affaccio panoramico sulla pianura saluzzese, si sale tra i tornanti con il Monviso costantemente di fronte. Il sentiero, che segue la traccia occitana verso “La ’Slaço”, attraversa conche erbose e sorgenti fino a raggiungere il Colle Selassa. Dalla cima, segnata da un antico ometto in pietra che divide i comuni di Ostana, Barge e Paesana, la vista a 360 gradi spazia dal Monte Rosa alle colline torinesi.

Per i camminatori più esperti, l’escursione può proseguire lungo il crinale che separa la Valle Po dalla Valle Infernotto. Attraversando pendii di rododendri, si raggiunge il Colle Bernardo (2252 m) e il punto più alto della gita (2273 m), un pianoro di erba e sassi con vista privilegiata sulla Punta Ostanetta. La discesa verso il punto di partenza chiude un anello di rara bellezza, dove la natura selvaggia e la storia dell'uomo si fondono in un unico racconto alpino.

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