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La leggenda
14 Gennaio 2026 - 17:45
Secondo la tradizione popolare, il 29, 30 e 31 gennaio sono i Giorni della Merla, ovvero i tre giorni più freddi dell’anno. Ma quanto c’è di vero in questa credenza secolare? In un’epoca segnata dal riscaldamento globale, la leggenda sembra vacillare di fronte ai dati termometrici, trasformandosi in un affascinante caso di studio tra folklore e meteorologia.
Esistono diverse versioni della storia, ma la più celebre racconta di una merla dalle piume bianchissime, continuamente tormentata da Gennaio. Ogni volta che la merla usciva in cerca di cibo, il mese che allora aveva solo 28 giorni scatenava bufere di neve e gelo.
Per ingannarlo, un anno la merla fece scorta di cibo e rimase al riparo per tutto il mese. L’ultimo giorno, pensando di aver vinto, uscì e iniziò a cantare. Gennaio, per vendicarsi, chiese tre giorni in prestito a Febbraio e scatenò un freddo mai visto. La merla dovette rifugiarsi dentro un camino e, quando uscì il 1° febbraio, le sue piume erano diventate nere per la fuliggine. Da allora, tutti i merli sono neri e gli ultimi tre giorni di gennaio sono i più gelidi.
Se analizziamo le statistiche meteorologiche degli ultimi decenni, la realtà è ben diversa. Nonostante gennaio sia mediamente il mese più freddo dell’anno in Italia, il "picco" del gelo non cade quasi mai negli ultimi tre giorni del mese; anzi, storicamente, le ondate di freddo più intense si sono verificate spesso nella prima decade di febbraio. Inoltre, a causa del cambiamento climatico, stiamo assistendo a una frequente anomalia termica: non è raro che a fine gennaio l'alta pressione porti giornate soleggiate e temperature miti, ben lontane dai brividi della leggenda.
I Giorni della Merla stanno diventando un simbolo della nostra memoria climatica. Se una volta rappresentavano il "cuore dell'inverno", oggi ci ricordano quanto i cicli stagionali siano diventati imprevedibili. La tradizione resiste nelle sagre e nei proverbi, ma il termometro ci avvisa che l'inverno sta cambiando.
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