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Curiosità
15 Gennaio 2026 - 13:10
Il passaporto moderno è molto più di un semplice libretto cartaceo necessario per varcare i confini: è un oggetto che condensa in pochi centimetri storia, fede religiosa, identità nazionale e alleanze strategiche. Quando osserviamo le copertine bordeaux, blu, verdi o nere, non stiamo guardando il risultato di un capriccio grafico o di una scelta estetica casuale, ma il riflesso di un’appartenenza a grandi blocchi geopolitici o tradizioni secolari. Sebbene non esista una legislazione globale che imponga una tinta specifica, la consuetudine ha portato alla creazione di quattro "famiglie cromatiche" che oggi fungono da standard. Per ogni viaggiatore, quel colore è il primo segnale di riconoscimento: racconta al mondo da dove veniamo prima ancora che il documento venga aperto.
La selezione cromatica di uno Stato non avviene mai nel vuoto. Esistono diversi ordini di ragioni che spingono un governo verso una tonalità piuttosto che un'altra:
A livello puramente pratico, la stragrande maggioranza dei passaporti utilizza tonalità molto scure. Questa non è solo una scelta di sobrietà che evoca autorevolezza e prestigio istituzionale, ma risponde a un'esigenza pragmatica: le copertine scure nascondono meglio l'usura, lo sporco e i graffi che inevitabilmente si accumulano durante anni di viaggi e controlli doganali.
Il colore può essere un potente strumento di messaggistica diplomatica. Scegliere la stessa tonalità dei propri vicini o dei propri partner commerciali significa dichiarare una vicinanza d’intenti. Al contrario, cambiare colore può segnare una rottura politica drastica o il desiderio di iniziare un nuovo capitolo nella percezione internazionale del proprio Paese.
Ogni colore racconta una macro-storia differente: il bordeaux è il colore simbolo dei Paesi dell'Unione Europea, questa scelta evoca le nazioni con una profonda eredità culturale e artistica. Molti Paesi che aspirano a entrare nell'UE (come la Turchia) hanno cambiato il colore del proprio passaporto in bordeaux proprio per segnalare l'allineamento ai criteri europei. Il blu rappresenta il cosiddetto "Nuovo Mondo", è la tinta predominante nelle Americhe Nord e Sud e nei Paesi che formano il Mercosur, come Brasile e Argentina. Un caso recente e clamoroso è quello del Regno Unito il cui governo, in seguito alla Brexit, ha deciso di abbandonare il bordeaux comunitario per tornare allo storico blu scuro, un gesto simbolico volto a riaffermare la propria sovranità e identità nazionale fuori dall'Unione. Verde è il colore dell'Islam, moltissimi Stati a maggioranza musulmana (come l'Arabia Saudita, il Marocco o il Pakistan) adottano questa tonalità poiché il verde è considerato sacro nella loro tradizione religiosa. È anche il colore scelto dai Paesi della comunità economica degli stati dell'Africa occidentale (ECOWAS). Il Nero è la variante più rara, viene spesso riservata ai passaporti diplomatici, ma è anche il colore nazionale della Nuova Zelanda. Si ritrova inoltre in diverse nazioni africane, tra cui lo Zambia, il Burundi e il Ciad, dove conferisce un tono di particolare austerità.
Il passaporto italiano, nella sua concezione moderna per tutti i cittadini, nasce ufficialmente nel 1967. Prima di questa data, i documenti di viaggio erano estremamente eterogenei: ogni ufficio poteva avere impaginazioni, materiali e formati differenti, rendendo i confronti storici quasi impossibili. Oggi, il design è rigidamente normato dal Decreto Ministeriale del 29 novembre 2005, che stabilisce la presenza dello stemma della Repubblica Italiana e delle iscrizioni in oro.
L'Italia è all'avanguardia mondiale nella protezione contro la contraffazione. Come dettagliato nella Gazzetta Ufficiale, fonte ufficiale di conoscenza delle norme in vigore in Italia, ogni pagina è un capolavoro di ingegneria cartaria caratterizzata da una pagina in policarbonato che integra il microchip e le informazioni dell'identità digitale. All'interno, tra le pagine, è presente un motivo grafico dedicato al Colosseo, scelto come simbolo della continuità storica e culturale italiana nel quadro delle linee guida europee.
Se il colore della copertina è lasciato alla discrezione dei singoli Stati, quasi tutto il resto è dettato dall'Organizzazione Internazionale per l’Aviazione Civile (ICAO), un’agenzia dell'ONU. Il loro obiettivo è far sì che un passaporto emesso in Italia sia leggibile da una macchina in Giappone o in Australia.
Gli standard tecnici sono estremamente severi per garantire la durata decennale del documento e riguardano: il materiale che deve essere flessibile per non sgualcirsi, ma abbastanza robusto da non rovinarsi con l'uso frequente. Gli inchiostri utilizzati devono rimanere perfettamente stabili in un range di temperatura che va da -10 °C a +50 °C. Il documento deve rimanere leggibile e integro con tassi di umidità che oscillano tra il 5% e il 95%. Una particolare attenzione è rivolta alla contraffazione sono obbligatori sistemi di filigrana, microtesti e reazioni specifiche alla luce UV che rendano la duplicazione illegale un'impresa quasi impossibile.
In sintesi, mentre l'interno del passaporto è un trionfo di standardizzazione tecnica e ingegneristica per garantire la sicurezza globale, la copertina esterna resta l'ultimo baluardo della sovranità nazionale, un piccolo manifesto di seta, plastica o pelle che dichiara al mondo l'appartenenza politica e culturale di chi lo possiede.
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