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Salute e prevenzione

Un farmaco inaspettato per chi vuole smettere di fumare

Una nuova ricerca apre possibilità sorprendenti: non tutti ottengono gli stessi risultati, ma i dettagli potrebbero cambiare il modo di affrontare la dipendenza

Un farmaco inaspettato per chi vuole smettere di fumare

Un medicinale già utilizzato per aiutare a smettere di fumare tabacco potrebbe rivelarsi utile anche per ridurre l’assunzione di cannabis, ma con una significativa differenza legata al genere. È quanto emerge da una recente ricerca statunitense pubblicata sulla rivista scientifica Addiction, secondo cui la vareniclina ha prodotto risultati incoraggianti negli uomini affetti da disturbo da uso di cannabis (CUD), mentre nelle donne non ha mostrato benefici rilevanti.

Il disturbo da uso di cannabis è una condizione clinica riconosciuta, caratterizzata dalla difficoltà a interrompere il consumo nonostante le conseguenze negative sulla salute mentale, fisica e sulla vita sociale e lavorativa. Gli autori dello studio ricordano che l’assunzione frequente di cannabis è collegata a diversi problemi, tra cui disturbi dell’umore, alterazioni del sonno, sintomi di astinenza e, in alcuni casi, episodi psicotici.

Lo studio clinico: metodo e partecipanti

La ricerca è stata condotta da un gruppo di studiosi del Dipartimento di Psichiatria e Scienze Comportamentali dell’Università della Carolina del Sud, in collaborazione con esperti di sanità pubblica. Il team, guidato dalla professoressa Aimee L. McRae-Clark, ha realizzato uno studio clinico di fase 2 con un disegno considerato tra i più affidabili in ambito scientifico: randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo.

Sono state coinvolte 174 persone con diagnosi di disturbo da uso di cannabis secondo i criteri del DSM-5. Tutti i partecipanti facevano uso della sostanza almeno tre volte a settimana. I volontari sono stati suddivisi in due gruppi: uno ha assunto vareniclina, l’altro un placebo. Il campione è stato ulteriormente bilanciato tenendo conto di variabili come sesso e abitudine al fumo di tabacco. Il periodo di osservazione si è svolto tra il 2020 e il 2023 in strutture ambulatoriali della Carolina del Sud.

Risultati diversi tra uomini e donne

Il trattamento è durato 12 settimane e prevedeva la somministrazione di 1 milligrammo di vareniclina due volte al giorno, affiancata da incontri settimanali di supporto per favorire la continuità terapeutica.

I dati hanno evidenziato una riduzione significativa del consumo di cannabis solo negli uomini che avevano ricevuto il farmaco. In questo gruppo, la frequenza media settimanale di assunzione è diminuita sensibilmente rispetto a chi aveva assunto il placebo. Anche il numero di giorni di consumo è risultato inferiore.

Al contrario, nelle donne non sono emerse differenze statisticamente significative tra chi assumeva vareniclina e chi il placebo. Secondo i ricercatori, questa disparità potrebbe essere legata a livelli più elevati di ansia, craving e sintomi di astinenza riscontrati nelle partecipanti, fattori che avrebbero influito negativamente sull’aderenza al trattamento.

Un’opzione terapeutica ancora limitata

“La diffusione del disturbo da uso di cannabis è in costante aumento negli Stati Uniti e le possibilità di trattamento farmacologico sono ancora poche”, ha spiegato McRae-Clark. “I nostri risultati suggeriscono che la vareniclina potrebbe rappresentare una risorsa aggiuntiva, ma al momento solo per la popolazione maschile”.

Come agisce la vareniclina

Secondo la Fondazione Veronesi, la vareniclina interviene sui meccanismi cerebrali della dipendenza legandosi ai recettori nicotinici α4β2 dell’acetilcolina. Il farmaco li stimola solo parzialmente, riducendo così la sensazione di gratificazione associata alla nicotina e, allo stesso tempo, bloccando l’azione delle sigarette. Questo duplice effetto contribuisce a diminuire il desiderio di fumare.

Negli ultimi anni il medicinale era stato temporaneamente ritirato dal mercato italiano per la presenza di impurità, ma la sua reintroduzione è stata recentemente autorizzata. Studi più recenti hanno inoltre indicato un possibile impiego della vareniclina anche per contrastare l’uso di sigarette elettroniche.

Prospettive future

La ricerca, intitolata “Varenicline for cannabis use disorder: A randomized controlled trial”, apre nuove prospettive nel trattamento delle dipendenze, ma evidenzia anche la necessità di sviluppare strategie terapeutiche differenziate per genere, in grado di rispondere meglio alle specifiche esigenze cliniche di uomini e donne.

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