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L'anniversario
16 Gennaio 2026 - 11:30
Oggi, 16 gennaio, ricorre l'anniversario della ratifica del XVIII Emendamento (1919), culmine di decenni di pressione da parte dei movimenti per la temperanza, che vedevano nell'alcol la radice di ogni male: povertà, violenza domestica e assenteismo sul lavoro.
L'entrata in vigore della Legge Volstead vietò la produzione, la vendita e il trasporto di alcolici. Tuttavia, la legge presentava un paradosso: non vietava il consumo. Questo vuoto normativo, unito alla domanda inestinguibile di alcol, creò le premesse per il mercato nero più florido della storia.
In questo scenario si inserisce Alphonse "Al" Capone. Arrivato a Chicago da New York nel 1919, i genitori erano originari di Angri, comune in provincia di Salerno.
Capone era un visionario del crimine organizzato e rapidamente Capone prese il controllo dell' Outfit di Chicago, un'organizzazione criminale, trasformandolo in una holding del crimine. Gestiva distillerie clandestine, birrifici e una rete di distribuzione che partiva dal Canada e arrivava ai porti della Florida. Chicago arrivò a contare oltre 10 mila locali clandestini ai quali Capone forniva l'alcol, la protezione e spesso li gestiva direttamente, corrompendo poliziotti, giudici e politici locali, ricorrendo anche alla violenza come nel caso della Strage di San Valentino (14 febbraio 1929), dove i suoi uomini, travestiti da poliziotti, sterminarono la banda rivale di Bugs Moran.
Al Capone si autodefiniva un "uomo d'affari" che forniva alla gente ciò che voleva. Il suo impero fatturava circa 100 milioni di dollari l'anno (cifra astronomica per l'epoca). Tuttavia, la sua caduta non arrivò per gli omicidi o il contrabbando, ma per un errore burocratico.
Il governo federale, non riuscendo a incastrarlo per i suoi crimini violenti, utilizzò la maglia stretta del fisco. Nel 1931, Capone fu condannato a 11 anni di prigione per evasione fiscale. Fu la fine del suo regno e, simbolicamente, l'inizio della fine del Proibizionismo stesso.
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