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Lutto
17 Gennaio 2026 - 08:40
Si è spento all’età di 89 anni Tony Dallara, nome d’arte di Antonio Lardera, figura centrale della canzone italiana del dopoguerra. La sua scomparsa segna la fine di una stagione musicale che, tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, cambiò profondamente il modo di cantare e di ascoltare la musica nel nostro Paese. Brani come “Come prima”, “Romantica”, “Ti dirò” e “Bambina, bambina” restano ancora oggi simboli di un’epoca.
Tra i primi interpreti definiti “urlatori”, Dallara seppe rompere con la tradizione melodica classica, introducendo una vocalità potente, intensa e moderna, capace di parlare direttamente alle nuove generazioni. Il suo stile contribuì a spostare il gusto del pubblico verso sonorità più dinamiche, ispirate ai modelli internazionali.
Nato a Campobasso il 30 giugno 1936, ultimo di cinque figli, Antonio Lardera si trasferì giovanissimo a Milano, città che avrebbe segnato il suo destino artistico. Il padre, Battista Lardera, con un passato da corista alla Scala, gli trasmise l’amore per la musica. Prima di affermarsi come cantante, svolse diversi lavori, ma la passione per il canto lo portò presto a esibirsi nei locali milanesi con formazioni vocali come i Rocky Mountains, poi divenuti I Campioni.
In quegli anni si avvicinò alla musica americana, guardando con particolare interesse a Frankie Laine e ai Platters, rimanendo colpito dalla forza espressiva del loro solista Tony Williams. Da quelle influenze nacque uno stile personale che avrebbe lasciato il segno.
La svolta decisiva arrivò nel 1957, quando Dallara entrò in contatto con l’etichetta Music. Il produttore Walter Guertler, colpito dalla sua voce, lo mise sotto contratto e gli suggerì il nome d’arte Tony Dallara. Poco dopo incise “Come prima”, canzone destinata a diventare un vero caso discografico.
Il 45 giri conquistò rapidamente le classifiche, vendendo centinaia di migliaia di copie e superando i confini nazionali, con un grande riscontro anche in Europa. Il brano divenne un evergreen internazionale, sancendo la nascita di una nuova figura nella musica italiana.
Tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, Tony Dallara collezionò una lunga serie di successi come “Ti dirò”, “Brivido blu”, “Ghiaccio bollente” e “Julia”, affiancando all’attività musicale anche il cinema musicale, accanto ad artisti come Adriano Celentano e Fred Buscaglione.
Il momento più alto della sua carriera arrivò nel 1960, con la vittoria al Festival di Sanremo insieme a Renato Rascel grazie a “Romantica”, brano che dominò anche Canzonissima. Tradotta in molte lingue, la canzone consolidò la sua fama anche all’estero.
L’anno successivo tornò protagonista con “Bambina, bambina”, ultimo grande successo commerciale, mentre il panorama musicale iniziava a cambiare rapidamente.
Con l’avvento del beat e il mutare dei gusti del pubblico, la popolarità di Dallara diminuì. Nei primi anni Settanta scelse di allontanarsi dalle scene, dedicandosi con successo alla pittura, esponendo le sue opere e stringendo amicizia con Renato Guttuso.
Dagli anni Ottanta, complice il revival della musica italiana, tornò a esibirsi dal vivo, riproponendo i suoi classici e partecipando a programmi televisivi. Negli ultimi anni aveva affrontato seri problemi di salute, ma nel 2024 era riuscito a emozionare nuovamente il pubblico televisivo interpretando dal vivo i suoi brani più celebri.
Con la sua voce e il suo stile, Tony Dallara resta una figura fondamentale della storia della musica italiana, capace di segnare un passaggio decisivo tra tradizione e modernità.
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