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Il cimelio

Il calamaio di Silvio Pellico donato alla Città di Saluzzo: ricerche in corso per ricostruire la catena dei passaggi di proprietà

Il cimelio ottocentesco attribuito all’argentiere Carlo Balbino, fornitore dei Marchesi di Barolo che accolsero Silvio Pellico dopo la detenzione

Il calamaio di Silvio Pellico donato alla Città di Saluzzo: ricerche in corso per ricostruire la catena dei passaggi di proprietà

Saluzzo si appresta a custodire un nuovo, prezioso frammento della propria storia risorgimentale. Un calamaio d’argento, appartenuto allo scrittore e patriota Silvio Pellico, tornerà infatti nella sua casa natale. La giunta comunale, presieduta dal sindaco Franco Demaria, ha approvato ufficialmente l’accettazione della donazione, riconoscendo nell'oggetto un tassello fondamentale per arricchire la narrazione pubblica e museale di uno dei figli più illustri della cittadina piemontese.

Il ritorno del cimelio è frutto della volontà di Maria Luisa Guazzotti, cittadina cuneese che ha deciso di privarsi del manufatto per metterlo a disposizione della collettività. L'oggetto le era stato tramandato da Maria Rosa Genovese, cara amica di famiglia mancata nel 2021. La consegna formale è avvenuta in una cornice di grande valore simbolico: giovedì 15 gennaio, a conclusione della conferenza intitolata “Silvio Pellico e Piero Maroncelli, un’amicizia sul filo della musica e delle lettere”, svoltasi nell'ambito del ciclo di incontri “Dalla musica a…”.

Il calamaio si distingue per il suo pregio artistico: i decori e la fattura rimandano direttamente alla produzione di Carlo Balbino, uno dei più rinomati argentieri della Torino ottocentesca, fornitore ufficiale dei Marchesi di Barolo, la famiglia che accolse Pellico dopo la terribile esperienza carceraria dello Spielberg e presso la quale lo scrittore visse e lavorò come segretario e bibliotecario dal 1830 fino alla sua scomparsa.

Sebbene l'appartenenza a Pellico sia supportata da solidi indizi, il Comune ha avviato una ricerca d'archivio approfondita per ricostruire l'intera catena di passaggi di proprietà. Le indagini sono state affidate a Giancarla Bertero, esperta conoscitrice del patrimonio documentario cittadino e già responsabile dell’Archivio storico della Biblioteca civica. L'attività di ricerca si sta concentrando sui rapporti tra Pellico e alcune influenti famiglie cuneesi dell'epoca, come gli Osasco e i Toselli, che potrebbero essere state l'anello di congiunzione tra lo scrittore e i successivi proprietari del calamaio.

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