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Curiosità
19 Gennaio 2026 - 22:30
Il 27 gennaio a Pino Torinese verrà proiettato il film "Le Assaggiatrici". Ma dietro la pellicola di Silvio Soldini si nasconde una delle storie più assurde e meno conosciute del Terzo Reich: quella di Margot Wölk, una donna che per anni ha mangiato i piatti più raffinati d'Europa con la costante sensazione di ingerire il proprio funerale.
Hitler era ossessionato dalla salute e convinto che gli Alleati volessero avvelenarlo. Per questo, Margot e altre 14 ragazze vennero reclutate forzatamente per assaggiare ogni suo pasto. Hitler era vegetariano e, mentre il resto della Germania soffriva la fame della guerra, queste donne mangiavano quotidianamente asparagi bianchi, peperoni freschi, paste e frutta esotica.
Margot ha raccontato in seguito che il momento più drammatico non era l'assaggio, ma l'ora successiva. Le ragazze venivano rinchiuse in una stanza e dovevano aspettare sessanta minuti: se nessuna di loro collassava o moriva tra i tormenti, il cibo veniva finalmente portato a Hitler. Solo allora le assaggiatrici scoppiavano a piangere, non per la bontà del cibo, ma per il sollievo di essere ancora vive.
Margot è stata l'unica delle 15 ragazze a sopravvivere, le altre furono tutte giustiziate dai russi nel 1945. Per decenni non ha detto nulla, nemmeno a suo marito. Ha portato questo peso fino all'età di 95 anni, quando ha deciso di parlare perché "il silenzio era diventato più insopportabile della memoria". Una storia che ci ricorda come, in dittatura, anche un piatto di verdure fresche potesse diventare uno strumento di tortura psicologica.
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