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la festa
19 Marzo 2026 - 15:00
Oggi, giovedì 19 marzo 2026, l'Italia si ferma per festeggiare San Giuseppe e, con lui, tutti i papà. La scelta di questa data risale al 1479, quando papa Sisto IV dedicò il giorno al padre putativo di Gesù, figura simbolo di umiltà, dedizione e protezione. Sebbene dal 1977 non sia più una festività rossa sul calendario, la ricorrenza resta una delle più sentite nelle case italiane.
San Giuseppe, patrono di falegnami, operai e profughi, è descritto dai Vangeli come un "uomo giusto". Attorno alla sua figura fioriscono storie affascinanti, come la leggenda del bastone fiorito: si narra che, tra i tanti pretendenti di Maria, solo il bastone di Giuseppe fiorì prodigiosamente, indicandolo come lo sposo scelto dal Signore. Questo legame con la natura e la rinascita si riflette perfettamente nel periodo primaverile in cui cade la festa.
Mentre in molti paesi anglosassoni il papà si festeggia a giugno, la tradizione cattolica italiana (condivisa con Spagna e Portogallo) rimane fedele al 19 marzo. Un'occasione per ringraziare i padri con piccoli gesti, lavoretti fatti a mano o, come vuole la consuetudine, con un momento di dolcezza condivisa.
Non esiste Festa del Papà senza le zeppole. Questo dolce, le cui prime ricette scritte risalgono al 1837 ad opera del gastronomo Ippolito Cavalcanti, è un trionfo di pasta choux, crema pasticcera e amarena candita.
Le origini sono legate a una duplice anima: quella cristiana, che vede Giuseppe venditore ambulante di frittelle in Egitto per mantenere la famiglia, e quella pagana, derivante dalle antiche Liberalia romane, dove si celebravano le divinità del grano con frittelle cotte nello strutto. Che siano fritte (come vuole la tradizione napoletana) o al forno per una versione più leggera, le zeppole restano il "biglietto da visita" gastronomico di questa giornata.
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