Cerca

Il caso

Si allarga l’inchiesta su Signorini: aperto un nuovo fascicolo a Roma sulle presunte pressioni nei casting

La Procura di Roma indaga su accuse legate alle selezioni del Grande Fratello. Il conduttore respinge ogni addebito e parla di ricostruzioni infondate

Si allarga l’inchiesta su Signorini: aperto un nuovo fascicolo a Roma sulle presunte pressioni nei casting

Il caso Medugno che nei mesi scorsi ha coinvolto il conduttore Alfonso Signorini torna al centro dell’attenzione giudiziaria con un nuovo sviluppo. Secondo quanto riportato da Repubblica, la Procura di Roma ha infatti aperto un fascicolo d’indagine dopo la denuncia presentata da Vito Coppola, già intervenuto pubblicamente in passato su presunte pressioni ricevute in relazione al programma Grande Fratello.

L’inchiesta mira a chiarire eventuali profili di reati sessuali collegati alle fasi di selezione del reality. I fatti denunciati risalirebbero all’aprile 2025, quando Coppola sostiene di essere stato convocato negli studi di Cinecittà.

Secondo la ricostruzione contenuta nell’esposto, l’uomo sarebbe stato accompagnato all’interno degli ambienti televisivi senza le consuete procedure di registrazione e identificazione. Sempre stando alla denuncia, durante un incontro avvenuto nel camerino del conduttore si sarebbero verificati comportamenti ritenuti inappropriati, accompagnati da presunte promesse legate alla possibile partecipazione al programma.

Alcuni elementi della vicenda erano già stati resi pubblici lo scorso 2 marzo durante un’inchiesta del format Falsissimo condotto da Fabrizio Corona, nel quale Coppola aveva mostrato anche alcuni video registrati nei pressi degli studi televisivi. In quella sede era stata avanzata l’ipotesi di un possibile abuso di potere in ambito professionale.

Parallelamente, la posizione di Signorini è già oggetto di un ulteriore fascicolo aperto dalla Procura di Milano, nato dalla denuncia dell’ex concorrente Antonio Medugno, che aveva ipotizzato reati più gravi, tra cui violenza sessuale ed estorsione.

Il quadro complessivo, ancora tutto da verificare, ipotizza un presunto sistema di favori legati all’accesso alla trasmissione televisiva in cambio di disponibilità sessuali. Il conduttore ha sempre respinto con fermezza ogni accusa, parlando di una presunta campagna diffamatoria, mentre ha interrotto i propri impegni con Mediaset dalla fine dello scorso anno. L’azienda, pur senza prendere posizione nel merito, ha ribadito il rispetto del proprio codice etico, in attesa degli sviluppi giudiziari.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.