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Automotive & Politica

Un 2023 da record per BYD che piace al governo. Ma in realtà non basta: ecco perché

Raddoppiato l'utile netto, che però è appena un sesto di Stellantis. Il dubbio maggiore: produzione in Italia o solo assemblaggio?

Byd, il gigante cinese dell'auto elettrica: un nuovo rivale per Stellantis?

Il suo nome significa “Costruisci i tuoi sogni”. E di sicuro è nei sogni di qualcuno al governo che prova a inserirla nella gara per diventare il secondo costruttore in Italia. E, di contro, l’Europa è proprio il grande sogno dell’azienda. Che nel 2023 ha fatto risultati record, raddoppiando i propri utili. Ma anche così, resta ad appena un sesto di Stellantis, di cui vorrebbe essere rivale. Dunque, nella sfida per salvare l’automotive italiano, ha i numeri sufficienti? Vale davvero la pena puntarci? Analizziamo nel dettaglio per capirlo.

Parliamo della casa automobilistica cinese Byd, acronimo di "Build Your Dreams" (Costruisci i tuoi sogni, appunto), che nel 2023 ha registrato un utile netto di 30,04 miliardi di yuan (3,83 miliardi di euro) nel 2023, rispetto ai 16,6 miliardi di yuan dell'anno precedente, un aumento dell'80,7%. Questo risultato è stato raggiunto nonostante una guerra dei prezzi scatenata in Cina, in un mercato galvanizzato dalla forte domanda di veicoli 'puliti'. Non è un caso che le vendite di Byd per il 2023 abbiano registrato un incremento del 42%, raggiungendo i 602,3 miliardi di yuan (76,8 miliardi di euro).



Fondato nel 1995 a Shenzhen, Byd iniziò come produttore di batterie, per poi diversificarsi nel settore automobilistico nel 2003. Oggi è il principale produttore cinese di veicoli elettrici, e vende i suoi prodotti in una sessantina di Paesi, soprattutto in Europa. Nel 2023, Byd ha venduto più di 3 milioni di veicoli, registrando un incremento del 67,8% rispetto all'anno precedente.

Il grande vantaggio di Byd rispetto ai suoi concorrenti risiede nella sua capacità di produrre in grandi quantità. Come ha sottolineato Tu Le, analista della società specializzata Sino Auto Insights, questo permette a Byd di "realizzare economie di scala", controllare i costi e fissare "prezzi aggressivi".



Nonostante i successi, Byd dovrà affrontare sfide significative se vuole affermarsi in Europa. L'Unione Europea, preoccupata per la possibile concorrenza sleale dei veicoli cinesi, ha avviato un'indagine nel 2023. Inoltre, il mercato europeo è notoriamente difficile per i produttori stranieri, che spesso faticano ad adattarsi. Anche se, a detta dei grandi produttori, l'Europa stessa imponendo la transizione all'elettrico e l'abbandono del motore termico nel 2035 ha di fatto "spalancato le porte" alla concorrenza cinese, che ha costi di produzione in media inferiori del 30%. 



Sebbene Byd stia vivendo un periodo di grande successo, resta dunque ancora lontana dal raggiungere le dimensioni di Stellantis. Se ci limitiamo all'utile netto, infatti, quelli di Stellantis ammontano a 18,6 miliardi di euro. La stessa quota di mercato, pur considerando solo l'elettrico, di Byd non sembra poter crescere. E la domanda più impellente è: riuscirebbe questo costruttore a garantire quel milione di auto da produrre in Italia? Anche nel netto dell'ultima ipotesi di accordo che coinvolgerebbe Stellantis e Tesla - il ministero conta su un milione da parte del Gruppo di Elkann, il resto da Tesla o altro costruttore - avrebbe i numeri? E si tratterebbe di reale produzione, dunque con manodopera e un indotto di forniture in loco, oppure di semplice assemblaggio come quello di Leapmotor nella fabbrica Stellantis in Polonia?

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